Risparmiare energia e consumi grazie ad una rete integrata come quella dei Grid Computing e P2P
Jeremy Rifkin, fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET) e presidente della Greenhouse Crisis Foundation, ha espresso il suo parere sulle soluzioni alla crisi energetica attuale.
Il momento in cui viviamo è segnato da una crisi energetica sempre più forte, dove a una via via più precaria e limitata quantità di risorse per la produzione si somma un crescente e inarrestabile fabbisogno energetico.
Jeremy Rifkin, fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET) e presidente della Greenhouse Crisis Foundation, ha espresso il suo parere a riguardo intervenendo all’Innovation Forum tenutosi a Milano.
Secondo Rifkin bisognerebbe applicare alla gestione dell’energia gli stessi principi attuati nella costruzione della rete Internet. In sostanza si dovrebbe creare una “smart grid”, che può essere intesa come una rete energetica mondiale in grado di inviare la quantità di energia prodotta in eccesso in certe aree a quelle aree che hanno bisogno di nuovi approvvigionamenti energetici. Questa operazione dovrebbe avvenire in tempo reale e monitorando continuamente lo stato delle richieste e delle produzioni.
L’idea a monte del progetto è che ogni fabbricato si trasformi da un nodo dissipativo a un nodo produttivo di energia. Per questo basta dotare ciascun edificio di pannelli solari o di impianti eolici capaci di sintetizzare energia pulita in piena autonomia. L’energia che eccede al bisogno interno può venire trasmessa sulla rete verso altre strutture che in quel momento richiedono più energia di quella che producono.
Si tratta di un modello che ovviamente sovverte l’egemonia dei potentati energetici attuali e che richiederebbe, per la sua attuazione, l’intervento legislativo dei vari stati, che dovrebbero unirsi per promuovere una logica di produzione e distribuzione dell’energia totalmente innovativa e per qualche verso anarchica.
Un modello di difficile attuazione, che si scontra con avversari e lobby che difendono l’attuale dominio sulle fonti energetiche e che difficilmente sarebbero disposte a recedere dalle proprie posizioni di potere. Ma Rifkin non demorde. E sono persone come lui che possono spingere idee capaci di dare qualche speranza di salvezza a un mondo che rischia il collasso energetico e ambientale.
Autore: Pierluigi Emmulo
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