Risarcimento e class action contro Aruba per problemi 8 luglio è possibile?

Sala server Aruba webfarm

Una class action per ottenere un risarcimento a causa del blocco di siti web ed email verificatosi venerdì 8 luglio sui server Aruba è possibile?

 

Dopo i siti offline, email e posta certificata non funzionanti presso la server farm di Aruba in seguito a un guasto avvenuto venerdì 8 luglio 2011, molti utenti su Twitter, Facebook, altri social network e forum si chiedono se sia possibile ottenere un indennizzo.

Le associazioni dei Consumatori si dicono pronte a intentare una class action per ottenere un risarcimento dei danni subiti. Nel comunicato stampa rilasciato proprio venerdì, in cui si fa presente che migliaia di siti professionali e di e-commerce sono stati bloccati per diverse ore, si invitano i proprietari e le aziende a cui appartengono i website "danneggiati" a raccogliere la documentazione di problemi e danni subiti, tra cui potenziali guadagni pubblicitari, vendite via e-commerce mancate o questioni di altra natura, per poi inviarla all'associazione che la sottoporrà ai propri legali. Alle 22 anche Aruba aveva rilasicato una nota ufficiale in cui spiegava che cosa era successo, descrivendo le nuove implementazioni per garantire che simili problemi non accadano più,

Come già detto in occasione del principio di incendio di alcuni server Aruba di circa due mesi fa (fine aprile 2011), in qualità di "addetti ai lavori" in un mercato in cui lavoriamo da 15 anni, la possibilità di ottenere un risarcimento non ci sembra possibile.

Da sottolineare che già il 29 aprile le nostre considerazioni vennero criticate da molti. Di fronte all'evidenza contrattuale, le azioni intentate da varie associazioni di consumatori non hanno portato ad alcuna causa legale né, men che meno, a una class action.

I contratti di Aruba, almeno quelli riguardanti l'hosting classico e l'housing base, sono uguali a quelli di quasi tutti i provider italiani e stranieri: non si garantisce un uptime del 100%, bensì del 99,%. Il che significa che, su base annuale, i servizi possono non funzionare per circa 12 ore. Sommando quindi le ore di disservizio del 29 aprile con quelle dell'interruzione del servizio di venerdì 8 luglio, si nota che, anche nell'ipotesi peggiore, il limite delle 12 ore non è neppure sfiorato.

Certo, se ci fosse un terzo, significativo blocco di diverse ore nell'arco dell'anno 2011, potrebbe scattare la richiesta di danni. Anche se, analizzando attentamente il contratto più diffuso a livello hosting e housing che Aruba adotta, la possibilità di un'azione legale dipende dai motivi del guasto e non sempre, superate le ore di downtime, può essere richiesto un risarcimento in virtù della natura del problema, come già spiegato in un nostro articolo precedente che esamina alcune condizioni che i contratti citano.

Autore: Marcello Tansini

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