Riforma pensioni: prepensionamenti statali, uscita anticipata Madia-Governo Renzi. No del Ministero dell'Economia

Maria Anna Madia, ministro della Funzione Pubblica, rilancia sui possibili prepensionamenti nel pubblico impiego. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze frena.

Matteo Renzi Maria Anna Madia Riforma Pubblica Amministrazione Prepensionamenti Dipendenti Statali Tesoro Pier Carlo Padoan
 

Il piano di riforma della Pubblica Amministrazione, uno dei punti cardine del programma di governo di Matteo Renzi, dovrebbe essere pronto tra la fine di aprile e la prima metà di maggio, stando a quanto dichiarato a Il Messaggero da Angelo Rughetti, sottosegretario di Stato alla Pubblica Amministrazione.

«Abbiano tempi molto stretti», ha detto Maria Anna Madia, ministro della Funzione Pubblica, intenzionata a chiudere quanto prima la questione. Proprio per questo motivo, è probabile che Madia non incontrerà i sindacati per discutere delle proposte in campo. Una di queste riguarda il tema dei prepensionamenti nel pubblico impiego, utili per fare spazio ai più giovani, ai disoccupati e ai precari.

Prepensionamenti e non esuberi, ha precisato Madia. A parlare di esuberi è stato Carlo Cottarelli, commissario alla spending review, il quale ha anche fornito una cifra: 85.000 lavoratori del pubblico impiego a rischio di uscita. Secondo Madia, il commissario ha sbagliato terminologia e ha altresì distorto le cifre: «85.000 esuberi sono un numero e una terminologia assolutamente sbagliati e distorti. L’idea è quella di provare a ottenere uscite anche con prepensionamenti».

Un piano di riforma della Pubblica Amministrazione che preveda l’uscita anticipata dei dipendenti prossimi all’età da pensione, realizzato in deroga alla cosiddetta riforma Fornero, necessita di coperture finanziarie, evidenzia Alessandra Ricciardi sulle pagine di Italia Oggi. «Peccato che l’operazione costi. Perché i risparmi derivanti dall’inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione realizzato con la riforma Fornero sono stati messi a bilancio e, nel caso si decida di farne a meno, vanno indicate coperture alternative e di certa entità», scrive Ricciardi.

Ecco perché il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Pier Carlo Padoan ha già frenato rispetto alle ipotesi di intervento di cui sopra. «Al Tesoro, dove non mancano le fibrillazioni per la tenuta del vincolo europeo del 3%, il dossier è sotto osservazione da tempo. Sul tema il ministero guidato da Pier Carlo Padoan è stato già chiamato a esprimersi, e lo ha fatto in continuità con il suo predecessore, Fabrizio Saccomanni», riferisce Ricciardi.

Ricciardi ricorda inoltre che «sono stati presentati e riscritti vari disegni di legge trasversali ai partiti politici per consentire a circa 4 mila insegnanti, rimasti ingabbiati nella riforma Fornero per un “errore tecnico”, di andarsene in pensione con i vecchi requisiti». E la Ragioneria Generale dello Stato ha sempre negato l’autorizzazione, evidenzia la giornalista di Italia Oggi.

Commenta La Notizia!