Riforma pensioni: calcolo 2014 per etą, anzianitą, uomini e donne, precoci, lavori usuranti peggiora. Nessuna novitą positiva

Dal primo gennaio del prossimo anno entreranno in vigore altre disposizioni restrittive contenute della riforma Fornero nella parte riguardante le pensioni.

Riforma pensioni: nessuna novitą 2014 per anzianitą
 

Il Senato ha approvato ieri, lunedì 23 Dicembre 2013, la legge di stabilità in modo ufficiale e definito. E a questo punto i pensionati attuali e futuri non potranno dormire sonni tranquilli. La manovra, infatti, non intacca l'impalcatura messa in piedi dal precedente esecutivo. Se da una parte sono apprezzati (anche dall'Unione Europea) i benefici economici per le casse dello Stato, dall'altra viene ritenuta socialmente penalizzante. Ritirarsi dalla scena lavorativa, anche per via della precarietà, diventa sempre più un miraggio e chi potrà farlo, dovrà accontentarsi di condizioni non paragonabili a quelli della generazione precedente.

L'anno che arriva si caratterizza per l'entrata in vigore delle disposizioni contenute nella legge Fornero. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, i nuovi requisiti sono i seguenti: 66 anni e 3 mesi per lavoratori dipendenti e autonomi e per lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi per lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi per lavoratrici autonome. In merito alla pensione anticipata, per le persone in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, sono richiesti 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Quali sono stati i criteri ispiratrici dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero e più in generale del governo Monti? Essenzialmente 3: equità e convergenza intragenerazionale e intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e clausole derogative soltanto per le categorie più deboli; flessibilità nell'accesso ai trattamenti pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa; adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita, semplificazione, armonizzazione ed economicità dei profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali.

Una delle principali novità della legge di stabilità è la rivalutazione degli assegni, che sarà totale solo per le pensioni fino a tre volte il minimo. Saranno rivisti al 95% quelli pari a 4 volte il minimo, del 50% le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo e del 40% nel 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016. E in questo contesto è stato previsto l'aumento delle aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% quella del 2014; al 23,5% quella del 2015; al 24% quella del 2016.

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