Riforma pensioni Letta: novità modifiche 2013 Legge Fornero. Trovato accordo Pd-Pdl su cambiamenti

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Maurizio Sacconi apre all’ipotesi di introdurre un meccanismo di penalizzazioni e incentivi per regolare l’uscita dal lavoro, come previsto dalla proposta di legge Damiano.

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Marcello Tansini 

Pd e Pdl sembrano aver trovato un punto d’intesa in materia di riforma delle pensioni. Maurizio Sacconi, già ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale nel quarto Governo Berlusconi, e ora presidente della commissione Lavoro al Senato, ha infatti aperto all’ipotesi di introdurre un meccanismo del tipo bonus/malus per regolare l’uscita dal lavoro. Ipotesi ventilata dal premier Enrico Letta, che presiede un Governo sostenuto da Pd, Pdl e Lista Civica.

«Letta ha già citato davanti alle Camere la possibilità di rendere più flessibile l’uscita dal lavoro. È un’idea che mi vede d’accordo», ha detto Sacconi in un’intervista concessa al Quotidiano Nazionale. Il presidente della commissione Lavoro al Senato ha altresì evidenziato che la cosiddetta Riforma Fornero «è la più rigida d’Europa: basti pensare che le donne tedesche raggiungeranno l’età pensionabile di 67 anni dieci anni dopo di noi». Secondo Sacconi, inoltre, «è stato commesso l’errore di non prevedere una disciplina transitoria. La controprova è il fenomeno degli esodati, che sta già bruciando buona parte delle economie che la riforma è riuscita a produrre».

In riferimento agli esodati, si ricorda che a oggi sono 130.130 i lavoratori tutelati grazie a tre decreti interministeriali, e che il totale delle posizioni lavorative da salvaguardare è stimato nell’ordine di circa 330.000 casi. Il Governo Letta deve affrontare anche le criticità riguardanti i lavoratori over 45 licenziati o messi in mobilità, e i lavoratori autorizzati al versamento volontario dei contributi che non hanno ancora trovato una tutela.

Pd e Pdl potrebbero dunque convergere sul tema della flessibilità e sul meccanismo delle penalizzazioni e degli incentivi previsto nella proposta di legge che vede primo firmatario Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. Per Sacconi, detta proposta può integrarsi con una sua proposta presentata nella scorsa legislatura, volta a «favorire il risparmio anche per il primo pilastro previdenziale, attraverso il recupero più flessibile degli anni della laurea, le agevolazioni fiscali ai versamenti volontari», ha riferito Il Sole 24 Ore.

Più distanti appaiono Pd e Pdl in merito all’adozione della cosiddetta staffetta generazionale, proposta caldeggiata da Enrico Giovannini, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo Letta. «Ho un motivato scetticismo ogni volta che sento parlare di part-time come anticamera dell’uscita precoce del lavoratore», ha detto Sacconi.

Staffetta generazionale o no, l’esecutivo Letta deve fare i conti con il bilancio, ovvero reperire le risorse finanziarie necessarie a coprire i costi generati dagli interventi che saranno attuati. C’è pertanto bisogno di tempo, e alcuni osservatori ipotizzano che serviranno almeno due anni per mettere a punto una riforma complessiva del sistema previdenziale e del mercato del lavoro. Tempi più ristretti sarebbero invece possibili per intervenire in merito alle posizioni pensionistiche delle Forze dell’Ordine e del comparto scuola.
 

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Ci sono 2 commenti
Anonimo
Recuperino i soldi dalle PENSIONI D'ORO E DALLE BABY hanno ricevuto molto più di quello che hanno versato, E SOPRATTUTTO DALL'EVASIONE FISCALE !!!

Anonimo
devo dire che hai ragione anche perché chi è andato con pensioni baby al 90% hanno poi svolto un secondo lavoro al nero quindi è giusto penalizzarli, come le pensioni d'oro sono da tagliare. LO STATO FACCIA CASSA DA LORO.