Riforma pensioni: Governo Renzi Novitā e modifiche con nuovi Ministri rispetto a Letta e suoi ministri

Ecco cosa potrebbe cambiare e le novitā possibili con il nuovo Governo Renzi e i suoi ministri per quanto riguarda le pensioni, la loro riforma e il sistema welfare italiano.

Riforma pensioni: Governo Letta e Renzi a confronto
 

AGGIORNAMENTO: Con la fine del Governo Letta, i piani di modifica delle pensioni con l'uscita flessibile e anticipata del Ministro Giovannini e della legge Boldrini promessa entro Marzo quasi sicuramente salteranno.
Ma la riforma delle pensioni potrebbe ricevere un nuovo impulso da Renzi e dai suoi Ministri dell'encomia e del lavoro con Tito Boeri ed Epifani (tra gli altri) che potrebbero far parte della squadra del nuovo Governo.
Delle loro idee e programmi su pensioni e una eventuale riforma di requisiti, età, contributi epr una uscita anticipata e flessibile per uomini, donne, precoci, lavoratori usuranti, anzianità e vecchiaia ne abbiamo partlato in questo articolo e in questo altro

Cosa cambierà nelle pensioni in caso di conferma del governo Letta? E di staffetta con il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi? In entrambi i casi, uno dei principali cambiamenti che potrebbe caratterizzare entrambi i nuovi esecutivi potrebbe essere la sostituzione di Enrico Giovannini, attuale ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, già promotore dell'idea del prestito previdenziale con cui concedere un aiuto economico per andare in pensione, da restituire senza interessi, ai lavoratori senza ammortizzatori sociali e ai disoccupati con 62 ani di età e 35 di contributi.

Nel piano Impegno Italia con cui il premier Letta punta a proseguire l'azione di governo, tira in ballo, le pensioni e l'idea del prestito previdenziale. Più in generale mette al primo posto 5 punti riguardanti le politiche sul lavoro: introdurre il contratto di inserimento a tutele progressive, promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato, rafforzare le politiche attive per il lavoro; adottare il Codice del lavoro semplificato; riformare gli ammortizzatori sociali e intervenire a favore degli esodati; favorire l'applicazione dell'accordo tra le parti sociali in tema di rappresentanza; sostenere il Terzo settore.

In particolare, per quanto riguarda gli esodati, in attesa che come promesso da Laura Boldrini la proposta di legge finisca alla Camera dei deputati, l'intenzione è di allargare la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali, e del sussidio di disoccupazione, a quei lavoratori con un rapporto di lavoro precario che oggi ne sono esclusi.

E ancora, "coprire definitivamente gli esodati rimasti senza sostegno economico a seguito della riforma delle pensioni del 2011 e intervenire sulle flessibilità delle regole di uscita dal mercato del lavoro".

In questo contesto - promette Letta - dovrà essere avviata la sperimentazione del prestito sul quale il governo ha lavorato negli ultimi mesi. La posizione di Renzi è meno conosciuta e per certi versi anche sconosciuta. Qualche elemento in più arriva dalla rinnovata direzione del Partito Democratico. Le coordinate sono state espresse da tempo: rivedere la riforma Fornero, garantire gli esodati e tutelare i precari senza pensione.

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