Riforma lavoro Fornero 2012 cocopro e precari: novità e cambiamenti ufficiali

Il ministro del Welfare Elsa Fornero

Nonostante la contrarietà, per opposte ragioni, della riforma Fornero, le nuove norme sul lavoro hanno ottenuto il via libera definitivo dalla Camera.

Marcello Tansini 

La riforma del lavoro è legge. Le nuove norme messe a punto dal governo Monti cambiano dalla radice le modalità di licenziamento e di assunzione dei lavoratori. Nuove regole anche per l’apprendistato e le partite IVA. Le conseguenze saranno immediatamente avvertibili anche nel settore dell’ICT. I punti centrali sono la lotta alla precarietà, i licenziamenti più facili per motivi economici, nuovi ammortizzatori sociali in una prospettiva di crescita.

Uno dei punti più chiacchierati è quello relativo all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che disciplina le modalità di licenziamento. In linea generale sarà garantita una flessibilità maggiore in uscita. Se non sarà possibile mandare a casa un lavoratore per motivi politici, religiosi o sindacali, non è più previsto il reintegro automatico per quelli economici. Al giudice, poi, sarà data un minore discrezionalità nei casi di licenziamenti disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. In definitiva, il reintegro è possibile solamente nei casi previsti nei contratti collettivi.

Nuove norme anche in merito ai contratti a termine. Il primo dovrà avere una durata di un anno. Può essere sottoscritto senza l’indicazione della causale ed è stato resa più lunga la durata delle pause obbligatorie tra un contratto e il successivo. Il sostegno al reddito per i disoccupati restano bassi. Novità anche nel campo delle partite IVA. Saranno considerate tale quelle con un reddito annuo lordo maggiore di 18.000 euro. E ancora, la durata di collaborazione non può essere superiore a 8 mesi, la retribuzione non può essere maggiore dell’80% di quanto percepito da dipendenti e collaboratori e non deve lavorare in maniera costante all’interno dell’azienda.

Se sussistono almeno due di queste condizioni, il rapporto di lavoro è da ritenere una collaborazione coordinata e continuativa. E per le assunzioni? L’apprendista dovrà avere un contratto della durata di almeno 6 mesi. Per le aziende con almeno dieci dipendenti, l’assunzione è vincolata alla prosecuzione del rapporto di lavoro, al termine del periodo di apprendistato, nei 3 anni precedenti la nuova assunzione, di almeno la metà degli apprendisti dipendenti in organico.

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