Riforma condominio: nuovo regolamento 2012-2013. Tra le novità trasparenza costi grazie a Internet

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La nuova disciplina sul condominio approvata anche in Senato. Gli amministratori potranno creare siti Internet ad hoc nei diversi condomini.

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Lorenzo Tansini 

È stato approvato ieri, con una mossa a sorpresa, il nuovo disegno di legge riguardante la disciplina del condominio negli edifici atto a regolare i rapporti all'interno del condominio visti gli sviluppi normativi degli ultimi anni. Il nuovo testo, approvato ieri dalla Commissione Giustizia del Senato, arriva settant’anni dopo il precedente ed è composto da 31 articoli che mirano a risolvere in maniera pacifica i problemi che spesso vengono a crearsi dalla convivenza di più famiglie nello stesso condominio.



Tra le novità più importanti quelle relative agli animali domestici e di compagnia, che per la gioia degli animalisti potranno essere posseduti senza restrizione; al riscaldamento, con la possibilità di staccarsi dall’impianto centralizzato; e alla destinazione d'uso dei locali comuni: adesso per decidere il cambio di destinazione d'uso basterà infatti il sì dei quattro quinti dei condomini.

Aspetto importante della nuova disciplina assume poi la scelta di dotarsi di internet per maggiore trasparenza sui costi; l’assemblea infatti potrà ora approvare la creazione di un sito internet del condominio con accessi personalizzati e protetti che consentiranno di consultare gli atti e i rendiconti mensili. In questo caso, nell’ottica della cultura della nuova Agenda Digitale e della semplificazione che sta portando il governo Monti ci sentiamo di dire che l’utilizzo di Internet poteva essere reso obbligatorio invece di lasciarlo alla discrezione di amministratori e condomini, ma intanto la nuova regolamentazione sembra aver attirato su di sé positive critiche bipartisan.

Meno soddisfatto invece il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, il quale si è detto rammaricato per la mancanza di attribuzione della capacità giuridica al condominio stesso, come avviene in molti Paesi europei. Il senatore del PD Giovanni Legnin invece, primo firmatario del provvedimento, ha parlato col Corriere di “una riforma storica di una disciplina che risale al 1942 e che tocca la vita quotidiana di molti milioni di famiglie italiane, e questo nonostante la Camera abbia inteso eliminare diverse norme innovative”.

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