Controlli biometrici basati su impronte digitali: clonate quelle dei Ministro tedesco da hacker

Per dimostrare quanto sia fragile e clonabile il riconoscimento biometrico, il gruppo di hacker Chaos Computer Club è riuscito a rubare l’impronta dell’indice del Ministro e pubblicarla sulla rivista Die Datenschleuder.

Redazione 
Una delle più recenti tendenze dei sistemi di sicurezza è quella di sostituire le password con le impronte digitali. Sono le tecniche di autenticazione di tipo biometrico, a favore delle quali si è schierato a spada tratta il Ministro degli Interni tedesco Wolfgang Schauble.

Ma qual è il livello di sicurezza di questo tipo di tecnologie? Sono in tanti a sostenerne la fallacia, dal momento che le nostre impronte digitali sono uno dei tratti che diffondiamo più facilmente dappertutto e che senza particolari difficoltà possono entrare in possesso di malintenzionati.

Per dimostrare quanto sia fragile e clonabile il riconoscimento biometrico, il gruppo di hacker Chaos Computer Club è riuscito a rubare l’impronta dell’indice del Ministro e pubblicarla sulla rivista Die Datenschleuder. La riproduzione è stata offerta al pubblico sia in versione stampata su carta che in forma di sottile fascetta gommata che permette di essere direttamente applicata a un riconoscitore digitale di impronte.

A detta degli hacker l’impronta di Schauble che è stata pubblicata è stata ricavata da quella lasciata dal Ministro su un bicchiere di vetro utilizzato durante una visita all’Università berlinese di Humboldt.

Dal canto suo il Ministero tende a sminuire l’operato degli hacker. Da una parte si afferma che non ci sono prove – contrariamente a quanto dichiarato dagli hacker – che l’impronta sia effettivamente quella di Schauble. Dall’altra conferma l’idea di portare avanti il progetto del passaporto elettronico che tra breve diverrà realtà in Germania.

Autore: Pierluigi Emmulo

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