Reti informatiche ASL poco sicure? In Sardegna pirati hanno avuto accesso a dati medici personali
Alcuni pirati informatici sono riusciti a forzare le difese della rete informatica dell’ASL a Cagliari.
Alcuni pirati informatici sono riusciti a forzare le difese della rete informatica dell’ASL. Hanno violato l’accesso fornito da un punto wireless di Cagliari per penetrare nel sistema ed entrare in possesso di dati personali come quelli su dimissioni e ricoveri delle case di cura con nomi e cognomi dei pazienti, schede personali con le patologie, esenzioni ticket per patologie degli abitanti di un comune del Sulcis, comunicazioni interne dei medici.
In effetti, stando ad alcuni rilievi fatti dal quotidiano La Sardegna, sembra che forzare le protezioni delle reti ASL sarde sia estremamente semplice e non si richiedano competenze tecnologiche particolarmente avanzate.
Punto Informatico avanza l’ipotesi che la cifratura di protezione della rete fosse di tipo WEP, chiave che può essere facilmente decodificata tramite dei programmi di crack che circolano in rete e sono facilmente reperibili e utilizzabili.
Dall’ASL è partita immediatamente la denuncia, basata sul fatto che è stato forzato illegalmente l’accesso a un sistema protetto da un sistema di sicurezza.
Resta il fatto che a tutelare i cittadini e i propri dati sensibili consegnati nelle mani di enti pubblici siano tecnologie desuete e poco sicure. Una rete sulla quale vengono veicolate informazioni delicate e personali come quelle gestite da un’ASL dovrebbe avere dei sistemi di blindatura degli accessi assolutamente più evoluti rispetto a quelli attualmente implementati in numerose sedi locali.
Autore: Pierluigi Emmulo
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