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Internet vi mangia la mano e Google Italia è politicizzato: Renato Farina alla Camera. Paradossale.

Il parlamentare Renato Farina alla Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera ha espresso affermazioni decisamente poco condivisibili su Internet e Google.

a cura della Redazione
 
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Da quando Internet si è diffuso in tutto il mondo, consentendo a milioni di persone di accedere a una miriade di informazioni, immagini e commenti, il dibattito sulla democraticità del web non ha mai smesso di accompagnarne le evoluzioni.

C’è chi vede in Internet l’unico luogo dove sviluppare una compiuta democrazia, se non altro nell’ambito della conoscenza, e c’è chi, invece, quando si parla di web è come se vedesse il diavolo. Ovviamente, esistono anche opinioni più equilibrate, che analizzano senza entusiasmi e senza demonizzazioni Internet, le sue applicazioni, la sua utilità, i suoi punti deboli, le prospettive di crescita.

Non appare proprio un’opinione ben ponderata l’intervento del parlamentare Renato Farina alla Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera. L’ex vicedirettore di Libero sostiene che i motori di ricerca, in particolare Google, sia condizionati da fattori politici ed economici.

«A proposito di Internet» ha dichiarato lo scorso giugno Farina in sede di Commissione «sono d’accordo che vada sostenuto, anche se è curioso che Di Pietro, che gestisce uno dei blog più importanti d’Italia, chieda un sostegno ai blog. Si tratta di un piccolo conflitto di interesse, ma questo non c’entra. Si parla di Internet come luogo della massima democratizzazione. È vero, però è anche luogo della giungla. Se infilate una mano in Internet e poi cercate di ritirarla, vi mancheranno almeno tre falangi, perché qualcuno nel frattempo ve le avrà mangiate! Internet prospera moltissimo sull’anonimato, ma non ritengo democrazia quella, basata sulla delazione fatta attraverso i famosi nickname, che non sono regolati e che portano a cause di diffamazione che non si risolvono mai.
Abbiamo poi il mito dei motori di ricerca, che dovrebbero essere neutrali e che invece sono evidentemente condizionati, a loro volta, da interessi finanziari. Se digitate il vostro nome su un motore di ricerca e siete di centrodestra, verranno fuori le cose più atroci del mondo. Se siete di sinistra, vedrete le cose migliori. Ve lo garantisco. Google Italia è così, provate. Ci saranno al suo interno certi algoritmi che permettono questo. Faccio un esempio che mi riguarda: esistono siti che vengono divisi equamente, ma quelli che appaiono nella prima pagina sono tutti contro di me, dicendo in proposito peste e corna, tanto che, se mi vedessi per strada, mi prenderei a schiaffi. Magari voi sareste anche d’accordo, ma io no!».

L’opinione di Renato Farina sta facendo il giro della blogosfera, travalicando anche i confini nazionali. Le reazioni non sono delle migliori, come era immaginabile. C’è chi si è divertito a cercare «Renato Farina» su Google. Certo, non è che alcuni ritratti del parlamentare ex giornalista siano proprio edificanti, ma questo capita a molti personaggi pubblici e a gente famosa, che mai, però, ha azzardato l’ipotesi che dietro Google e simili vi siano interessi politici che guidano gli algoritmi dei search engine...

Autore: Pierluigi Emmulo

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Categoria: Curiosità
Pubblicato il 10/07/2008
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