Registrazione obbligatoria a siti web: metą degli utenti se ne vanno seppur gratis. Le statistiche

Un esempio ecclatante viene dal giornale online Times che richiede al momento solo la registrazione obbligatoria ( gratis ) per leggere gli articoli: i suoi utenti sono diminuiti del 50%

Redazione 

Una breve ma interessante news che fa riflettere su come le notizie a pagamento potrebbero essere accolte dagli utenti Internet.

Oltreoceano, alcuni giornali online a pagamento stanno avendo un ottimo successo ma si possono contare sulla dita di una mano e sono per lo più finanziari iper specializzati che offrono numerosi contenuti extra anche cartacei o software di un certo valore.

Molti altri siti ( la maggior parte al momento ) hanno avuto risultati assai scarsi con circa 30-50 utenti paganti seppur potendosi basare su migliaia di utenti che ogni giorno li andavano a visitare.

Ma gli editori e chiunque gestisca un sito web deve stare molto attento alla richiesta obbligatoria di registrazione che spesso si fa per richiedere commenti o come sta facendo ultimamente ilSole24ore che sta provando la strada da prima della previa registrazione e poi del pagamento mensile dopo un numero massimo di articoli letti gratis.
Noi di Webmasterpoint, ve lo abbiamo raccontato in anticipo, primi in Italia, dopo che ci siamo accorti delle novità che stava provando e introducendo il più importante giornale economico italiano.

Ritornano al discorso della registrazione, un esempio ecclatante viene dal giornale online Times che richiede al momento solo la registrazione obbligatoria per leggere gli articoli. ( solo la registrazione, non il pagamento! )

Seppur gratis, occorre, infatti, solo compilare un breve modulo, la società di statistiche Hitwise ha rivelato che il numero degli utenti è fortemente diminuito arrivando alla metà degli utenti abituali.

Sempre secondo le statistiche trapelate solo il 30% degli utenti che arriva alla pagina di registrazione ( obbligatoria ) la compila effettivamente. Il 70% passa a giornali concorrenti come il The Guardian, il The Telegraph ova verso un aggregatore di news ( il preferito è ovviamente Google News )

Quindi, attenzione agli editori che raccontano di una facile trasformazione dei contenuti online da gratis a pagamento: se le notizie non sono di nicchia e nello stesso tempo assai interessanti ( scoop , speciali, etc ) e non semplici rilanci di agenzia, il modello del free nell'online sarà sempre quello vincente.

L'iPad, i tablet pc o gli smartphone potrebbero aumentare il numero degli utenti che si abbona ad una rivista, ma non tanto perchè è online, ma per la comodità di averla ovunque ci si trovi sul proprio device senza accendere il pc.

Ma se le connessioni Internet mobile dovesse diminuire di costo, ma sopratutto non essere limitate a livello di GB, il modello della rivista a pagamento su iPad ha poco futuro, o per meglio dire non nei numeri e nei volumi che si aspettano gli editori attuali.

Secondo il mio parere, di una persona che si occupa di editoria online da 10 anni con Webmasterpoint.org, Businessonline.it e un network di Vlog ( senbza citare le consulenze che ho fatto ) è che nel futuro potremmo vedere il business online andare verso un mix fra il modello gratis che sarà sempre dominante accompagnato da una serie di contenuti speciali ( scoop, indagini, guide, manuali ) a pagamento. Contenuti che potrebbero prendere la forma di ebook, spesso anche interrativi.

Il modello di Webmasterpoint.org  ( ma non solo nostro ) lo dimostra: contenuti gratis sempre aggiornati e corsi online a pagamento per chi non ha tempo di imparare da solo determinati linguaggi di programmazione o il semplice costruire un sito web o blog personale.

Chi fa i nostri corsi è ben consapevole che potrebbe imparare ciò che desidera con i manuali, i tutorial, i forum  che trova gratis online anche sullo stesso webmasterpoint.org, ma preferisce pagare "il giusto" per avere un corso strutturato, approfondito, con contenuti esclusivi e un tutor che lo segua. Questo è semplicemente il valore in più che diamo.

Lo stesso valore che devono ricercare i vari editori ( anche i più grandi ) per fare i numeri che "sognano", senza dimenticare che la pubblicità online è solo all'inizio e che importanti introiti potrebbero arrivare anche da questa.

Autore:
Tansini Marcello

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