Registrazione domini Internet con estensioni che si desiderano personalizzate. Da giugno 2009.
L'ICANN è pronta a immettere nuove regole nell'assegnazione di estensioni dei domini di primo livello.
L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) sembra oramai aver fissato i tempi per la liberalizzazione delle estensioni dei domini di primo livello. Una decisione dettata soprattutto dalla progressiva saturazione delle combinazioni possibili per la creazione di URL, che al momento sono limitate dalle regole che disciplinano i domini relativi a singoli Paesi (country domains), come .it (Italia) e .uk (Gran Bretagna), al commercio (.com, .biz) e alle organizzazioni istituzionali (.net, .org).
A spingere verso l’adozione di nuove regole sono state anche le richieste provenienti dai Paesi di lingua non anglosassone e la volontà dell’ICANN di aprire ai Paesi in via di sviluppo, che non possono ancora godere di domini composti con i caratteri della loro lingua. L’obiettivo, insomma, è quello di ampliare i confini del World Wide Web.
Le richieste per nuovi suffissi saranno valutate a partire dalla metà del 2009 e, seppure in forma di bozza, già emergono alcune regole precise: i marchi registrati e le proprietà intellettuali avranno delle restrizioni, i suffissi che possono generare confusione, come .kom, oppure addirittura problemi per i server, come .1234, saranno esclusi. Si prevede che alcune estensioni verranno vendute all’asta, con prezzo base di circa 185 mila dollari, che l’ICANN considera abbordabile da una vasta platea di competitor: si vogliono evitare speculazioni e possibili concentrazioni di domini nelle mani di aziende che già possiedono i suffissi dedicati al commercio e i country domains. Un limite è stato fissato anche alla lunghezza dei suffissi: non più di 64 caratteri.
Come dichiarato qualche mese fa da Paul Twomey, capo esecutivo di ICANN, si potranno avere indirizzi generici con termini di uso comune e di città, come .love o .Rome, ma la liberalizzazione poterà alla nascita di suffissi che identificano ancora di più l’attività di un’azienda, come .shop o .sales.
Autore: Pierluigi Emmulo
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