Referendum contro la casta e indennità politici. Solo online si parla della raccolta firme
Al via la raccolta firme per proporre un referendum per tagliare gli stipendi dei parlamentari. A parlarne sono solo i social network, i siti Internet e i forum di discussione.
In quanti sono a conoscenza della presunta raccolta di firme per la proposizione di un referendum per l’abrogazione di parte della legge sulle indennità dei parlamentari? Siti di social network, blog e forum di discussione sono sempre più pieni di inviti alla sottoscrizione, ma nei grandi mezzi di comunicazione, cartacea e televisiva, non sembra esserci traccia. Ma c’è anche chi giura di non aver trovato il modo per poter apporre la propria firma. Di più, stando a quanto si legge sul web, fra gli stessi sostenitori (dietro all’iniziativa c’è l’Unione Popolare) non c’è grande ottimismo.
Da una parte, infatti, si tratterebbe di una mossa nata dal basso senza l’appoggio di alcun partito politico o sindacato. Di conseguenza la capacità di farsi promozione e di raccogliere le grandi massa è ridotta al minimo. In effetti, non sembra così facile incontrare un banchetto lungo le strade delle città italiane. Dall’altra c’è chi fa presente come l’eventuale quesito referendario deva comunque passare dall’approvazione della Corte Costituzionale, incaricata di vagliarne l’ammissibilità. E non si tratta di un passaggio dall'esito scontato. A ogni modo, in linea teorica, ogni cittadino dovrebbe poter firmare presso gli uffici del Comune di residenza.
Nel mirino dei proponenti c’è l’articolo 2 della legge 1261 del 31 ottobre 1965 "Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento". Si legge testualmente: "Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni".
Calcolatrice alla mano si tratterebbe di un risparmio annuo pari a 48.000 euro all’anno per ogni parlamentare ovvero circa 5 milioni di euro. I Comuni che raccoglierebbero già le firme sono Valfabbrica (PG), Carpanzano (CS), Mileto (VV), Rovito (CS), Orosei (NU), Irgoli (NU), Spinetoli (AP), San Paolo di Civitate (FG), Taurisano (LE), Lanciano (CH).
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