Referendum anticasta indennità parlamentari: oggi ultimo giorno per firmare. Alcune considerazioni
Ultimo giorno per firmare la proposta di indizione del cosiddetto referendum anti-casta. Occorre raggiungere il traguardo delle 500.000 sottoscrizioni. Obiettivo possibile?
Saranno raggiunte le 500.000 firme necessarie per proporre il referendum? È questa la prima questione che tiene impegnato il comitato promotore di quella iniziativa popolare con cui provare a ridurre parte dell’indennità parlamentare. Si tratta di un piccolo tesoretto pari a 48.000 euro all’anno per ciascun deputato e senatore. Nel caso di taglio del traguardo si tratterebbe di un grande successo. A supporto del cosiddetto referendum anti-casta, infatti, non ci sono (chiaramente) né i partiti politici e né le organizzazioni sindacali. I grandi mezzi di informazione sono sostanzialmente silenti.
Ecco allora che si tratterebbe di una importante vittoria di Internet, l’unico strumento per informarsi con facilità sui contenuti di questa proposta e sulle modalità per dare la propria adesione. Stando alle parole della coordinatrice nazionale di Unione Popolare, Maria Di Prato, i cittadini italiani stanno partecipando con molto entusiasmo. Indipendente dalla quantità di sottoscrizioni raccolte, intendono lanciare un chiaro segnale alla casta politica: in tempo di crisi i tagli devono coinvolgere tutte le classi. E anzi, il passo indietro dovrebbero farlo per primi i più privilegiati.
La buona partecipazione annunciata stupirebbe anche alla luce dei dubbi che ruotano attorno al futuro di questo referendum. Se fosse raggiunto il tetto necessario per chiederne l’indizione, c’è chi mette in dubbio la validità della proposta. I motivi? Sono tanti e ruotano attorno alla legge 352 del 25 maggio 1970 secondo cui non può essere indetto un referendum in contemporanea con le elezioni politiche. Nel caso di voto, le procedure sono sospese e spostate di un anno. Non è possibile depositare le firme raccolte nell’anno solare precedente a quello delle elezioni politiche. Le sottoscrizioni vanno depositate dal primo gennaio ed entro tre mesi dall’inizio della raccolta.
Per aggirare questo problema, il comitato promotore sta pensando di depositare le firme in Corte di Cassazione a gennaio 2013. Ma sarà possibile? Alcuni fra i più noti costituzionali italiani hanno già pubblicamente espresso le proprie perplessità rispetto a questa eventuale procedura. A ogni modo, oggi è l’ultimo giorno per poter firmare.
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