Rai offrirą video e filmati su Internet e su cellulari. Saranno gratis, basterą pagare il canone
Rai metterą a disposizione attraverso il suo portale una serie di contenuto multimediali gratuiti
Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e il presidente della Rai Claudio Petruccioli hanno firmato il 5 aprile il nuovo contratto di servizio Stato-azienda per il triennio 2007-2009.
Il documento impegna la Rai a incrementare la qualità della sua programmazione introducendo il cosiddetto "indicatore di valore pubblico", la cui rilevazione è frutto dell'ascolto, ma anche dal valore pubblico e dalla reputazione dell'azienda che ne consegue.
La seconda novità è accento sull'offerta multimediale dell'azienda mentre viene perfezionata la tutela delle fasce deboli e soprattutto dei minori e l'attenzione ai programmi dedicati alle persone con disabilità e socialmente più deboli.
Si alza inoltre il sostegno che la Rai deve riservare alla produzione audiovisiva italiana ed europea mentre viene realizzato un particolare riconoscimento all'attività dei produttori italiani cui viene riconosciuta la possibilità di negoziare i cosiddetti “diritti residuali”.
Rispetto alla prima bozza di contratto lascia perplessi la scarsa attenzione nei confronti di Internet. Se nella prima bozza si parlava infatti di una disponibilità online dell'intera programmazione, adesso il documento definitivo indica una volontà di "definire una strategia di valorizzazione della propria produzione editoriale e i propri diritti audiovisivi". In pratica, i contenuti multimediali verranno inseriti gradualmente e saranno protetti da sistemi di protezione elettronica, i cosiddetti Drm.
Per accedere a tutti questi contenuti si dovrà essere in regola con il pagamento del canone. Pare invece che ci sarà spazio per i contenuti autoprodotti dagli utenti, ma non è ancora dato sapere quando.
Gentiloni ha sottolineato come il Contratto "impegna la Rai in tre grandi direzioni: più qualità nell'offerta, innovazione tecnologica e tutela dei diritti. La Rai dovrà incrementare la qualità della sua programmazione introducendo il cosiddetto indicatore di valore pubblico, la cui rilevazione è frutto dell'ascolto, ma anche dal valore pubblico e dalla reputazione dell'azienda che ne consegue. Inoltre viene posto l’accento sull'offerta multimediale dell'azienda, mentre viene perfezionata la tutela delle fasce deboli e soprattutto dei minori e delle persone con disabilità".
"Il cda - ha spiegato in proposito Petruccioli - mi ha impegnato a segnalare alcuni aspetti problematici". "Questioni tecniche e finanziarie – ha aggiunto Cappon – quantificabili in circa 100 milioni di euro il costo per la copertura dell’85 per cento della popolazione in un anno con il digitale terrestre e in altri 30-40 milioni per altri oneri".
- Articolo precedente Criptare email e pagine web con una estensione Firefox in modo semplice e immediato
- Articolo successivo Cartucce compatibili per stampanti: Epson denuncia i produttori