Python 3 disponibile: novitą, funzioni e differenze della versione aggiornata

Rilasciata ufficialmente la versione 3.0 di Python, il linguaggio di programmazione ideato dall'informatico olandese Guido Van Rossum.

Redazione 

È stata rilasciata in queste ore la release 3.0 di Python, il linguaggio di programmazione ideato dall’informatico olandese Guido Van Rossum.

Si tratta di un linguaggio di programmazione ad alto livello interpretato, ovvero di un linguaggio che può essere eseguito tramite un compilatore, un interprete o una combinazione dei due strumenti.

Dietro Python ci sono una filosofia e obiettivi precisi, definiti proprio da Van Rossum e discussi e ampliati all’interno della community che ruota intorno al linguaggio. L’informatico olandese voleva creare un linguaggio semplice e intuitivo, ma potente quanto i suoi maggiori avversari, open source, con un codice facilmente comprensibile e che consentisse tempi di sviluppo brevi. Così è nato Python, che supporta le classi, l’ereditarietà, si caratterizza per il binding dinamico e, soprattutto, per la portabilità: lo stesso programma scritto con Python può girare su piattaforma Windows, Mac o Linux, basta che vi sia installato l’interprete.

Python 3.0 è incompatibile con la precedente versione 2.x: alcuni dettagli, come dizionari e stringhe di lavoro, sono notevolmente cambiati, e molte funzionalità considerate oramai obsolete sono state rimosse. Tra le novità, la modifica dell’istruzione «print», che è diventata un’istruzione primitiva come le altre. A fronte di una maggiore scomodità d’uso, dovuta al fatto che ora il programmatore deve aggiungere una parentesi aperta all’inizio e alla fine degli elementi da stampare, in Python 3.0 la redirezione su file è diventata un parametro come un altro. Analogo discorso orientato all’omogeneità delle funzioni riguarda il separatore degli argomenti e la possibilità di specificare se andare a capo o meno.

Rispetto alla precedente versione, inoltre, nella quale l’utente poteva utilizzare come stringhe qualsiasi sequenza di byte o una sequenza di caratteri unicode oppure una mix dei due strumenti, Python 3.0 vede la presenza di un solo tipo di stringa, quella unicode. Ora non è più possibile miscelare i due tipi di stringa, ma le sequenze di byte sono rimaste, semplicemente trasformate in un nuovo tipo, denominato bytes.

Il team di Python 3.0 ha già invitato la community di sviluppatori a provvedere all’individuazione e alla correzione di eventuali bug. Per le note di rilascio e tutti i dettagli consigliamo di leggere la pagina ufficiale.

Autore: Pierluigi Emmulo

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