Pubblicità pay per click: utenti cliccano meno anche su Google. Crisi? Pareri contrastanti.
ComScore ha rilevato che in febbraio il sistema pubblicitario di Google ha raccolto negli USA solo 515 milioni di click, segnando una crescita del 3,1 per cento rispetto al febbraio dello scorso anno, che però era bisestile.
a cura della Redazione
ComScore ha rilevato che in febbraio il sistema pubblicitario di Google ha raccolto negli USA solo 515 milioni di click, segnando una crescita del 3,1 per cento rispetto al febbraio dello scorso anno, che però era bisestile.
Sebbene alcuni analisti siano già pronti a cantare il De Profundis per l’azienda di Mountain View, evidenziando come le politiche messe in campo non stiano affatto ripagando Google degli investimenti fatti, i pareri non sono tutti omogenei.
Proprio la modifica di alcune strategie di marketing messe in campo da Big G possono avere influenzato in senso inizialmente negativo gli esiti in termini di click pagati, ma nulla induce a credere che nell’immediato futuro non possa delinearsi una nuova risoluta tendenza in crescita.
A sostenere questa tesi contribuiscono i nuovi Video Ads che iniziano lentamente a fare capolino nelle pagine con i risultati delle ricerche e l’incremento costante delle quote di mercato del search pari attualmente al 58,7 per cento.
Chi invece ritiene che l’andamento generale del mercato, che punta dritto verso un periodo di recessione pesante, possa influenzare l’andamento dei click è Clay Moran, un analista dello Stanford Group. Circa un quarto delle aziende presenti con pubblicità nel motore di ricerca oggetto di un’indagine condotta dallo stesso Moran sono infatti preoccupate che la situazione macroeconomica le possa portare a ridurre la quantità di annunci pubblicati attualmente.
Autore: Pierluigi Emmulo
Sebbene alcuni analisti siano già pronti a cantare il De Profundis per l’azienda di Mountain View, evidenziando come le politiche messe in campo non stiano affatto ripagando Google degli investimenti fatti, i pareri non sono tutti omogenei.
Proprio la modifica di alcune strategie di marketing messe in campo da Big G possono avere influenzato in senso inizialmente negativo gli esiti in termini di click pagati, ma nulla induce a credere che nell’immediato futuro non possa delinearsi una nuova risoluta tendenza in crescita.
A sostenere questa tesi contribuiscono i nuovi Video Ads che iniziano lentamente a fare capolino nelle pagine con i risultati delle ricerche e l’incremento costante delle quote di mercato del search pari attualmente al 58,7 per cento.
Chi invece ritiene che l’andamento generale del mercato, che punta dritto verso un periodo di recessione pesante, possa influenzare l’andamento dei click è Clay Moran, un analista dello Stanford Group. Circa un quarto delle aziende presenti con pubblicità nel motore di ricerca oggetto di un’indagine condotta dallo stesso Moran sono infatti preoccupate che la situazione macroeconomica le possa portare a ridurre la quantità di annunci pubblicati attualmente.
Autore: Pierluigi Emmulo
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Categoria: Motori di Ricerca
Pubblicato il 29/03/2008
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