Province abolizione ufficiale per la metà in Spending Review come voleva Internet

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Migliaia di proposte erano giunte su Internet al Governo Monti per tagliare gli sprechi italiani. E diverse di queste sono state accolte nella Spending Review il cui testo è oggi ufficiale

Marcello Tansini 

Via libera al taglio delle Province, così come era stato annunciato nei giorni scorsi: secondo quanto previsto dal decreto sulla Spending Review, le Province saranno dimezzate, arrivando entro l'anno a scendere a quota 50.

I criteri attraverso i quali verranno tagliate le province sono relativi alla popolazione e all'estensione. Saranno salve le province degli attuali capoluogo. Le province che restano in vita dovranno avere le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade).

La decisione sul taglio delle Province è stata forse anche merito dei cittadini italiani che sul web, tramite l’apposito modulo allestito sul sito di Palazzo Chigi, hanno fatto pervenire le loro richieste per tagli ritenuti più ‘giusti ed equi’. Richieste decisamente accolte dal governo in maniera ufficiale con l’approvazione del nuovo decreto.

Fra le proposte accolte dal governo, proprio quelle dei tagli delle Province, nonché la riduzione del 20% per i dirigenti e del 10% per gli impiegati.

Le altre voci su cui in molti si sono espressi sono state il taglio della del numero delle auto blu del governo, troppo oneroso e giudicato da molti ‘inutile’(anche questo punto in parte accolto dal decreto Spending Review), il numero dei parlamentari, la quantità eccessiva di Comuni, i benefit per deputati e senatori, i rimborsi elettorali ai partiti politici, gli aeroporti doppi, cioè quelli situati in pochi chilometri quadrati, le consulenze, il costo delle strutture istituzionali, a partire dal Quirinale, sede della presidenza della Repubblica.
 

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