Protezioni privacy: nuove leggi e norme su Internet e nuove tecnologie proposte ad Unione Europea
Articolo 29, un organismo europeo indipendente che riunisce le Autorità europee per la protezione dei dati, chiede più efficacia nella sicurezza delle reti a vantaggio dei diritti degli utenti.
«Il futuro quadro normativo in materia di privacy e comunicazioni elettroniche, sul quale stanno lavorando le istituzioni comunitarie, dovrà garantire più efficacemente la sicurezza delle reti e facilitare l’esercizio dei diritti degli utenti».
È quanto chiede il gruppo Articolo 29, un organismo europeo indipendente che riunisce le Autorità europee per la protezione dei dati. Articolo 29 si è espresso in merito alle proposte di modifica della direttiva conosciuta come «e-Privacy» (2002/58) in materia di comunicazioni elettroniche.
«Va sottolineato» spiega il Garante italiano «che il pacchetto di proposte della Commissione comprende anche una "proposta di Regolamento" concernente l'istituzione di un'Autorità europea di regolazione del mercato delle comunicazioni, fra i cui compiti rientra la definizione di standard di sicurezza paneuropei».
Il parere dei Garanti europei, si legge nella nota dell’Authority italiana, che risale alla fine di maggio, condivide alcune delle osservazioni contenute nel documento pubblicato sullo stesso tema dal Garante europeo per la protezione dei dati.
In particolare, i Garanti concordano sull’opportunità di guardare alle reti in una prospettiva più ampia su alcuni emendamenti proposti dalla Commissione. Nello specifico, il gruppo Articolo 29 presta grande attenzione all’applicabilità delle disposizioni della direttiva a tecnologie quali le cosiddette etichette elettroniche RFID e all’attribuzione del diritto di intraprendere azioni legali in caso di violazioni della normativa nazionale anche a soggetti non direttamente colpiti, ma comunque interessati, quali i provider di servizi Internet. In particolare si dovrebbe avere l’opportunità di intraprendere azioni legali in caso di uso e installazione di spyware.
Il gruppo propone di estendere l’obbligo per i provider di servizi di comunicazione di notificare violazioni e rischi per la sicurezza delle reti a tutti gli utenti dei servizi di comunicazione elettronica, mentre al momento tale obbligo riguarda solo gli utenti abbonati a tali servizi.
Per Articolo 29, inoltre, è opportuno ampliare la definizione di sistemi di chiamata e includervi anche i sistemi di comunicazione, in modo da garantire una protezione più efficace nei confronti delle comunicazioni indesiderate.
Autore: Pierluigi Emmulo
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