Proteste studenti scuole ottobre 2011: video in streaming, Twitter e Facebook. Una speranza
La proteste della scuola avviene per la prima volta online. E' arrivata la generazione dei veri nativi digitali per cui Internet e realtà non sono divisi.
Il nostro futuro? Il futuro di Internet in Italia e dell'Italia stessa? Una risposta semplice, quasi ovvia, forse banale: i ragazzi delle scuole superiori.
Abbiamo scoperto l'acqua calda? Forse, ma proprio in questi ultimi mesi, partendo dalla primavera araba e passando dai nostri referendum fino alla protesta degli Indignados USA (e il 15 ottobre ci sarà la manifestazione di quelli europei), i giovani italiani dai 14 ai 35-40 anni (ormai si è giovani anche a 40 anni...) stanno finalmente, lentamente ma inesorabilmente, iniziando a fare sentire la propria voce. Su Internet in primis, visto che le TV danno assai poco spazio a Internet stesso e a tante notizie che danno fastidio (avete sentito parlare del partito della gnocca ieri sera alle 20,00?).
Ma quello che ci sta colpendo di più in queste ore e ci sta dando lo spunto per scrivere questo articolo è il vedere in diretta per la prima volta le manifestazioni della scuola (insegnanti, studenti, bidelli) online trasmesse in streaming da numerosi siti di associazioni e di studenti. Non solo, la comunicazione sta avvenendo in diretta con Twitter e Facebook, con migliaia di messaggi scambiati in tempo reale tra i giovani delle 90 città interessate alla protesta che ricevono anche il sostegno di numerosi ragazzi all'estero impegnati in manifestazioni simili.
E leggete i loro profili e messaggi, guardate i messaggi che condividono: "steve jobs", "discorso steve jobs", "siate affamati e folli", "gelmini neutrini", "berlusconi partito della gnocca".
Altro che generazione console: i ragazzi di oggi, gli studenti dai 14 ai 20 anni sono più informati, aperti, liberi, consapevoli dei propri genitori. E capaci di usare al meglio Internet non solo per chattare al pomeriggio durante i compiti.
È, forse, finalmente arrivata la generazione di cui spesso abbiamo parlato, ovvero non quella dei nativi digitali, ma di quella ancora dopo, quei ragazzi per cui non esiste la divisione tra Internet e la realtà, ma Internet è la realtà.
Questi giovani potranno cambiare facilmente le cose, lo status quo del nostro paese? Difficile dirlo. Certamente non bastano dei semplici cortei, ma la loro consapevolezza e capacità infondono un senso di rinnovata fiducia, dopo tanti anni di apatia.
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