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Prostitute su Internet e su webcam online. Le storie di due italiane e i guadagni realizzati.

Il Corriere della Sera racconta due storie di prostituzione legate da un comune denominatore: Internet.

a cura della Redazione
 
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Esiste dalla notte dei tempi la mercificazione del corpo femminile, trasformato in oggetto da offrire in cambio di denaro. Nell’era digitale la storia non cambia, ma semplicemente si impossessa di nuove forme e modalità che consentono la pratica della prostituzione.

Per esempio attraverso la possibilità per le donne che scelgono di guadagnare vendendo il proprio corpo di farsi pubblicità attraverso siti Web personali o portali che presentano cataloghi di “accompagnatrici”, quasi come fossero dei normali siti di social network. In alternativa, le ragazze che non sono disponibili a rischiare incontri personali possono mostrarsi attraverso una webcam, apparendo su portali internazionali in cui a pagamento possono fare partire delle session personali in cui ostentare la propria nudità o dar vita ad atti di autoerotismo capaci di eccitare qualsiasi utente desideroso di emozioni a carattere sessuale.

Il Corriere della Sera racconta due storie di prostituzione legate da un comune denominatore: Internet. La prima è quella di Alessia, impiegata sottopagata che a un certo punto sceglie di inserire il proprio annuncio in un sito di sesso a pagamento. Da lì, i suoi week-end si sono trasformati in un’occasione di guadagni considerevoli – anche più di 300 euro a prestazione – e un brivido di eccitazione che Alessia descrive bene: «Una specie di gioco. Ho cominciato a rispondere alle richieste di uomini che cercavano ragazze nella mia regione. Ho fissato il primo appuntamento, con la paura di incontrare qualche pazzo, di rischiare troppo. Ero imbarazzata, non sapevo come fare, ma ce l’ho fatta. Al secondo incontro è andata meglio, al terzo la paura ha lasciato spazio all’eccitazione, all’adrenalina».

Diversa la storia di Sara, impiegata scolastica, anche lei con uno stipendio che le impedisce di fare una vita decente. La sua scelta è quella di offrirsi in webcam, soluzione meno rischiosa anche se un po’ meno remunerativa. «Sto semplicemente collegata nell’attesa di una chiamata privata» spiega Sara. «Posso restare senza far nulla per quattro ore e poi magari, da quando un cliente si collega, in mezz’ora riesco a guadagnare 30 euro. Non ricavo una cifra fissa, dipende. Diciamo che lavorando 4 o 5 ore di sera posso accumulare in media 400 euro al mese».

Una scelta che ovviamente richiede un certo tipo di carattere, ben descritto da Sara: «Ho iniziato per necessità, lo stipendio non bastava più. Mi piace la trasgressione, fa parte del lavoro stesso, chi non ama esibirsi, provocare, giocare, si stufa presto. Io invece sono un’appassionata della webcam e di ciò che provoco».

Autore: Pierluigi Emmulo

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Categoria: Curiosità
Pubblicato il 26/03/2008
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