Programmatori Linux e opensource: offerte di lavoro crescono. Programmi e linguaggi richiesti.
Un bilancio della situazione del mercato del lavoro per i programmatori Linux e open source in Europa e in America.
Fabrizio Bartoloni ha intervistato per Punto Informatico i responsabili di due agenzie di collocamento nell’open source, Brent Marinaccio di HotLinuxJobs e Lukas Chaplin di Linux Lancers. La prima agenzia opera negli USA, la seconda in Europa, cosicché le risposte fornite ci consentono di fare un confronto in merito alla situazione del mercato del lavoro per i programmatori Linux e open source al di qua e al di là dell’Atlantico.
Sia negli USA che in Europa, il tasso di sviluppo dei lavori nel settore open source è cresciuto in maniera netta e forte. L’attuale crisi economico-finanziaria, se da un lato potrebbe generare anche una perdita di posti lavoro, dall’altro potrebbe favorire proprio i software e i linguaggi di programmazione open source rispetto alle piattaforme proprietarie. Secondo Chaplin, però, in Europa mancano aziende che sviluppano il software libero.
Se si dovessero consigliare le città e le zone che più puntano su Linux e sull’open source, negli USA si dovrebbe cercare lavoro nella Silicon Valley, a Seattle e Portland, e a Boston. Le aziende che hanno più ingegneri Linux sono IBM, Intel, Red Hat, Novell e Oracle. In Europa, invece, a farla da padrone è la Scandinavia, ma un polo d’attrazione per gli sviluppatori open source sono anche Dublino e Monaco di Baviera. Tra l’altro, sottolineano i due esperti, la pratica del telelavoro è molto apprezzata sia dai datori che dagli sviluppatori e pertanto le opportunità di impiego non devono per forza essere cercate in loco.
Le competenze maggiormente richieste al momento sono quelle relative all’area del kernel Linux, alle applicazioni realizzate in PHP e a Ruby on Rails. Secondo Chaplin è anche opportuno avere competenze diversificate e combinate piuttosto che una sola specializzazione. E sia negli USA che in Europa sono molto apprezzate le certificazioni, soprattutto la Red Hat Certified Engineer, la Novell Certified Linux Engineer e quella del Linux Professional Institute.
Infine, un consiglio per i CV: è bene fornire dettagli concreti sul lavoro svolto in precedenza, senza tralasciare progetti aggiuntivi e specifici.
Autore: Pierluigi Emmulo
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