Programmatori e informatici: licenziamenti senza sosta negli USA. E in Italia?

Innovazione a rilento e licenziamenti continui, da 10 anni a questa parte. La situazione nel settore dell’informatica tracciata da un report recente sugli Stati Uniti non è delle più rosee. Quale futuro ci aspetta?

Negli USA sono numerosi i professionisti IT licenziati
 

Ci sono due notizie: una brutta e una pessima. Partendo dalla peggiore, pare che negli ultimi 10 anni, secondo un recente rapporto della società di consulenza The Hackett Group, circa un milione e mezzo fra consulenti, programmatori e informatici negli Stati Uniti abbia perso il lavoro. Quella un po’ meno drammatica riguarda il futuro: questa emorragia continuerà, ma a ritmi meno sostenuti. Nel dettaglio, se nel 2009 sono state lincenziate 311.000 persone, nel 2014 il numero dovrebbe assestarsi intorno a 115.000.

“Per avere successo nei prossimi cinque anni - si legge nel report - le aziende devono capire come riposizionare i talenti esistenti; scaricare o razionalizzare gli attuali posti di lavoro che non hanno spazio nell’organizzazione; e attrezzare, sviluppare e mantenere ancora gli altri per rispondere alla necessità di nuovi skill, sia offshore che nello staff onshore mantenuto”.

In Italia, la situazione non è molto più rosea. La recente creazione di un manifesto del lavoro autonomo che riunisce sotto un’unica bandiera consulenti informatici e designer, esperti di comunicazione e programmatori, grafici e professionisti delle pubbliche relazioni 2.0 (un intero mondo di professionisti battezzato “popolo delle partite IVA”) sembra il segnale di una crisi perdurante e, nello stesso tempo, della vivacità di un settore che non vuole tirare le cuoia.

Ma se l’innovazione si ferma negli Stati Uniti, cosa accadrà nel futuro? Secondo Honorio Padron, global business services practice leader di Hackett, “molta innovazione continuerà ad arrivare dagli Stati Uniti, ma la massa dei posti di lavoro sarà altrove. Vedremo ancora innovazione statunitense nel cloud computing creare capacità meravigliose, ma se richiede dei programmatori, questi saranno altrove”.

Autore: Fabio Lepre

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