Programmatori donne e manager di societą tecnologiche sempre pił numerose.
Sono sempre pił numerose le donne nel comparto Information and Communication Technology.
Da sempre si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Ora si potrebbe invece dire che dietro ogni grande company tecnologica c’è una grande donna che sa dirigere.
Se, infatti, a prima vista le aziende che contano nell’ICT sembrano dominate dalla presenza maschile, scavando più a fondo nelle numerose start-up che ogni anno sgomitano per farsi protagoniste del mercato, ma anche nelle imprese oramai consolidate, si scopre che le donne sono sempre più numerose e che rivestono ruoli di notevole importanza, sino ai più alti gradi dirigenziali.
Appare, perciò, infondato l’allarme lanciato dal maggiore quotidiano di Silicon Valley, il San Jose Mercury, che di recente ha parlato di una sorta di moria delle donne nei ruoli dirigenziali. Prima, ha ricordato il Mercury, le dimissioni di Meg Whitman, CEO di eBay, poi quelle annunziate da Patricia Russo, CEO della Alcatel-Lucent, in questi giorni l’addio di Diane Green, CEO della WMWare, uno dei maggiori produttori statunitensi di strumenti per la virtualizzazione.
Se è vero che alcune teste femminili sono cadute, forse anche per colpa delle pressioni che da sempre il mondo maschile attua nei confronti dell’altra metà del cielo, è altrettanto indiscutibile che le donne guadagnano sempre più spazio, sin da giovanissime. Come ricorda Repubblica, nel 2007 i vincitori del concorso scientifico della Siemens per gli studenti delle scuole medie superiori degli States sono stati tutte ragazze. Come sono le ragazze a farla da padrone nella blogosfera e nei siti di social networking, e persino tra i videogiocatori compresi nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni.
E se, come rivela una ricerca, il 63% delle donne intervistate denuncia molestie fisiche e psicologiche da parte dei colleghi maschi nelle aziende dell’Information Technology, tuttavia la scorrettezza degli uomini (e l’invidia, in molti casi) non impedisce alle donne di farsi largo.
A volte a prezzo della propria femminilità, finendo per assumere comportamenti e atteggiamenti tipicamente maschili, ma sempre più spesso rivendicando la propria specificità.
Autore: Arianna Bernardini
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