Privacy su Twitter: in un tweet utente minaccia una strage, ma la sua identità rimane protetta
Twitter si rifiuta di rivelare l’identità di un utente che minaccia una strage in un cinema-teatro negli USA. Infuria la polemica, online e non.
Allarme su Twitter: venerdì sera un utente, Anonymous Celebrity (@obamasmistress), al quale è stato in seguito sospeso l’account, scrive: “@shannamartella like i said you on my hit list too. This shit ain’t no joke yo I’m serious people are gonna die just like in aurora”, ovvero “[…] Questo non è uno scherzo, dico sul serio, la gente morirà come ad Aurora”, minacciando di compiere una strage internamente al cinema-teatro Longacre di Manhattan che sta inscenando lo spettacolo di Spike Lee: "Mike Tyson: “Undisputed Truth”.
Reso noto da alcuni iscritti al famoso social network di microblogging, la polizia di New York ha fatto immediatamente scattare l’allarme e ha inviato squadre di agenti per scongiurare il massacro annunciato. Gli investigatori hanno indirizzato una richiesta ai gestori di Twitter, chiedendo di rendere nota l’identità dell’autore del preoccupante tweet, ma il giorno dopo è arrivata una risposta negativa da parte degli amministratori del social network poiché secondo loro il messaggio non sembrava rappresentare un reale rischio, precisando, in un’e-mail, “Apprezziamo la tempestività e la sensibilità riguardo questa materia, ma consideriamo un caso di emergenza quando c'è una minaccia presente, specifica ed immediata e sembra che questo messaggio non rientri tra i parametri». Di tutt’altro avviso è Paul Browne, portavoce del NYPD (New York Police Department), il quale sostiene che “Cercheremo finché non abbiamo trovato la persona che ha inviato il messaggio”, riuscendo ad assicurarsi un mandato di comparizione dal Procuratore distrettuale di Manhattan per scoprire l’identità dell’autore del post.
Si pone ancora una volta la questione di rivelare alle autorità competenti le generalità di utenti del web che generano inquietanti e potenzialmente temibili intimidazioni e provocazioni che attaccano la sicurezza di uno o più utenti e l’ordine pubblico. Nonostante i termini di servizio del social network, orientati a preservare la privacy degli utenti, la polizia della Grande Mela ha deciso di procedere per vie legali mediante un mandato di comparizione in tribunale nei confronti della società che gestisce Twitter.
È ancora troppo fresco il ricordo della carneficina compiuta da James Holmes, 24 anni, che il 20 luglio scorso ha scatenato l’inferno in un multisala del sobborgo di Aurora, provocando 12 morti e 58 feriti alla periferia di Denver (Colorado) in occasione della prima del film “The Dark Knight Rises”, l'ultimo capitolo della saga cinematografica di Batman.
Nel frattempo, la “sindrome di Batman” torna a colpire negli States. In Ohio, in un piccolo cinema di Westlake, il 37enne Scott Thomas è stato fermato perché trovato con uno zaino pieno di armi, tra cui una pistola Glock 9 mm (una delle armi da fuoco utilizzate da Holmes ad Aurora) due caricatori con proiettili e tre coltelli.
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