Poste italiane blocco servizi oggi per servizi informatici. Apertura solo domani

Uffici postali in tilt

Uffici postali di tutta Italia in tilt a causa del blocco del sistema operativo informatico. Invocata la proroga della scadenza dei pagamenti di almeno un giorno.

Fabio Lepre 

Quando si potrà ritornare alle Poste e compilare e pagare bollettini, vaglia e fare movimenti sui propri conti correnti postali? Sicuramente oggi 16 aprile no, forse domani 17 aprile. Sin dalle prime ore di questa mattina, gli uffici postali d’Italia sono andati in tilt a causa del blocco del sistema operativo informatico. La causa sarebbe da ricercare in un problema di connessione al server centrale. Tuttavia il gruppo Poste Italiane non ha ancora ufficialmente comunicato le ragioni e le conseguenze su quanto è successo. A ogni modo, viene fatto capire come la situazione sia destinata a tornare alla normalità nel giro di poche ore.

Non si tratta della prima volta. Già negli scorsi mesi si sono verificati una serie di crash e di black out che hanno paralizzato per più ore l’attività degli uffici postali. E con la scadenza dei pagamenti fissati per oggi? Sulla questione è intervenuta l’associazione dei consumatori ADOC che ha invocato al Governo la proroga di almeno un giorno. Di più, il sodalizio ha chiesto a Poste Italiane di attivare la procedura di conciliazione bilaterale ovvero il risarcimento dei danni subiti e il ristoro dei disagi accusati alle categorie più deboli, come i pensionati. Non è da escludere l’eventuale proposizione di una class action.

Furibondo Mario Petitto, segretario generale Cisl-Poste: "Come sempre in queste occasioni la tensione negli uffici postali è alta e a farne le spese sono gli incolpevoli lavoratori che non riescono a far fronte alle proteste dei cittadini". E ancora, "ormai le nostre denunce si sprecano e il silenzio perdurante del management di Poste diventa sospetto. Ci appelliamo pubblicamente al ministro vigilante se non ritiene di fare luce sui perenni disservizi di una Azienda pubblica che eroga servizi pubblici, e ci chiediamo come mai la magistratura non sia ancora intervenuta a cercare di capire dove siano le eventuali responsabilità della continua interruzione di pubblico servizio". Il sindacalista chiede ufficialmente "ai rappresentanti dei consumatori di tutelare i diritti degli utenti postali così come noi ci sforziamo di tutelare i diritti dei lavoratori che in queste circostanze sono il parafulmine di responsabilità altrui".
 

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