Aumento 80-100 euro busta paga, stipendi 2014 dipendenti, taglio 10% Irap aziende. Piano Lavoro Governo Renzi ufficiale approvato.

Il consiglio dei Ministri approverà oggi il Job Act di Renzi. Cambiano gli ammortizzatori sociali con l’introduzione dell’assegno di disoccupazione.

Governo Renzi: Job Act, stipendi, contratti, sussidio disoccupazione, assegni, CIG
 

Il tanto atteso Job Act annunciato da Matteo Renzi vedrà la luce oggi dopo il consiglio dei Ministri che varerà le misure sul taglio delle tasse, piano casa e nuova legge sul lavoro. Renzi parlerà in conferenza stampa alle 17, ma le prime anticipazioni sono già state rese note.

Il Job Act, tra l’altro, è un sistema già presentato lo scorso dicembre, in occasione della corsa per le primarie del Partito Democratico: un piano di intervento che prevedeva misure di stimolo al lavoro, ora messe a punto e che toccano più voci, dall’occupazione, agli ammortizzatori sociali, agli stipendi. Il tutto per sostenere una ripresa dell’economia del nostro Paese, in piena crisi. Obiettivo primario quello di puntare ad aumentare le buste paga dei dipendenti, soprattutto per i redditi fino a 15.000 euro, operazione che passerebbe per l'aumento delle detrazioni fisse, che porterebbe l'aliquota marginale a scendere dal 30 al 23%

La proposta prevede di mantenere a 8.000 euro la soglia sotto la quale non si pagano le tasse (le detrazioni spettanti infatti azzerano il debito d'imposta) e istituire una detrazione fissa (indipendente dal reddito) di 1.840 euro per redditi imponibili compresi tra 8.000 e 15.000 euro. Altra “rivoluzione” prevista, quella della riduzione dei contratti di lavoro (al momento ce ne sono 40): l’idea del premier è quella di arrivare al contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti, mentre per quanto riguarda il contratto a tempo determinato sarebbe limitato ad alcuni settori, come i lavoratori stagionali.

Come annunciato domenica sera in TV nella trasmissione di Fabio Fazio dallo stesso premier verranno rivisti anche gli ammortizzatori sociali: nel consiglio dei ministri di oggi infatti verrà introdotto il Naspi, il sussidio di disoccupazione che andrà a sostituire Aspi e Mini Aspi e vale per tutti coloro che perdono il lavoro, compresi i circa 400.000 collaboratori a progetto che oggi non hanno alcun sostegno.

Il sussidio spetterà a tutti coloro che perdono il posto e hanno lavorato almeno tre mesi, durerà la metà dei mesi lavorati negli ultimi quattro anni per un massimo di due anni; al massimo sei mesi, invece, per gli atipici (nella presunzione che oltre l'anno di lavoro si configuri un contratto di lavoro subordinato e non una semplice collaborazione), e avrà valore per tutti di 1.100-1.200 euro mensili all'inizio del periodo di copertura per poi calare fino a 700 euro. Va da sé che in questo caso verranno rivisti gli ammortizzatori sociali attualmente attivi, con la cancellazione della Cassa Integrazione in deroga.

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