Piano banda larga del Governo: Scajola rilancia. Dietrofront?
Dopo che per la prima volta in Italia c'è stata una mezza sollevazione popolare in favore dalla banda larga, alcuni esponenti dell'attuale maggioranza hanno incominciato a fare dietrofront, in primis Renato Brunetta.
Governo e banda larga: la telenovela continua. Dopo l'approvazione finanziaria di una serie di importanti progetti e infrastrutture dal CIPE per ridare ossigeno all'economia italiana, l'ADSL veloce ritorna ad essere al centro delle discussioni. Da quanto, infatti, era emerso venerdì, i fondi di 800 milioni stanziati per superare il digital divide e portare in tutte le regioni italiane l'ADSL a 2 megabit nel biennio 2010-2012 erano stati congelati e l'intera operazione considerata secondaria per lo sviluppo economico italiano.
Come abbiamo scritto, subito si è scatenato una vivace polemica in Rete che è andata ben oltre con una serie di esposti dell'opposizione, dei sindacati e un comunicato ufficiale di Confidustria. A questo punto, dopo che per la prima volta in Italia c'è stata una mezza sollevazione popolare in favore dalla banda larga (sollevazione quasi che quasi non ha precedenti), alcuni esponenti dell'attuale maggioranza hanno incominciato a fare dietrofront, in primis Renato Brunetta da sempre paladino del digitale italiano.
Ed è stato proprio oggi che il ministro della Funzione Pubblica ha spiegato che durante l'ultima conferenza del CIPE, Claudio Scajola, ministro della Sviluppo Economico, ha richiesto a Berlusconi lo sblocco dei fondi per la banda larga mostrandogli un "appunto" di quanto porterebbe il superamento del digital divide in Italia. Da subito, infatti, con l'apertura di circa 33.000 cantieri, vi sarebbe nuovo lavoro per 50.000 addetti e altre 60.000 persone ne trarrebbero beneficio diretto sull'indotto, senza considerare i vantaggi anche nel brevissimo termine per tutte le aziende e le pubbliche amministrazioni.
Statisticamente, la banda larga in tutta Italia porterebbe un incremento dello 0,2 del PIL, anche solo come conseguenza della creazione dell'infrastruttura adeguata. E a quanto sembra, stando alle parole di Brunetta, Berlusconi avrebbe confermato il suo sì al piano contro il digital divide aggiungendo che anzi alcuni cantieri sono già aperti e che tutto il progetto sarà operativo prestissimo.
A questo punto, dopo tante parole, aspettiamo i fatti. Al di là della ridda di dichiarazioni contrastanti espresse negli ultimi giorni dai vari portavoce governativi, ci si aspetta che venga presa una risoluzione precisa e definitiva, capace di non vanificare le prospettive di sviluppo che deriverebbero all'economia italiana da un aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche.
Autore: Marcello Tansini
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