Pensioni 2014: precoci, anzianitą, vecchiaia, usuranti, donne e uomini. Cosa cambia dal 2013 con Decreto Fornero e Legge Stabilitą

Maglie pił strette per chi vuol andare in pensione. Situazione delicata in tema di penalizzazioni per i lavoratori precoci e per chi esercita mansioni usuranti.

Pensioni 2014: precoci, usuranti, anzianitą, vecchiaia, uomini e donne
 

Nessun riconoscimento ulteriore per i lavoratori precoci ovvero coloro che hanno cominciato a lavorare in giovane età e per chi esercita lavori usuranti cioè svolge prevalentemente attività manuali ripetitive o faticose. In ambito pensionistico, il punto di riferimento rimane la legge Fornero. Per i primi, se uomini, servono 42 anni e 6 mesi di carriera, se donne 41 anni e 6 mesi. Ma chi si ritira dal lavoro tra i 60 e i 62 anni è soggetto a una penalizzazione tra l’1 e il 2%. E naturalmente chi ha iniziato molto giovane e ha meno di 60 anni, il taglio è ancora maggiore.

Non va meglio per chi svolge lavori usuranti come turni di notte o in luoghi ad alte temperature. Se dipendenti di aziende private possono andare in pensione a 61 anni e se la somma della loro età e dell’anzianità di carriera raggiunge la quota di 97. Se autonomi, la somma deve essere pari a 98. Prima dell’introduzione delle disposizioni stabilite dall’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, era previsto uno sconto ulteriore di 3 anni sull’età anagrafica minima per congedarsi dal lavoro.

E se dal 2018 sarà parificata l’età di vecchiaia tra uomini e donne, per quanto riguarda la pensione anticipata dei lavoratori generici, dal 2014 gli uomini potranno andare a riposo in anticipo rispetto all’età di vecchiaia se hanno almeno 42 anni e 6 mesi di contributi versati. Lo scorso anno era concesso un mese in meno. Alle donne servono almeno 41 anni e 6 mesi di contributi. Anche per loro, dunque, un mese in più rispetto a quanto previsto nel 2013. Questi requisiti saranno ritoccati solo dal 2016 in base all’aumento della speranza di vita. In compenso, la legge di stabilità ha previsto una parziale rivalutazione degli assegni per chi è già in pensione.

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