Pensioni 2014: calcolo precoci, usuranti, donne, uomini, anzianità e vecchiaia con novità Fornero, ma si parla di riforme

Sono tanti i cambiamenti previsti in questo 2014 nel settore delle pensioni. Tuttavia altre novità sono all'orizzonte, come dimostrato dal Job act di Matteo Renzi.

Pensioni 2014: calcolo donne, uomini, precoci e usuranti, anzianità
 

In questo inizio 2014 sono 3 gli aspetti da prendere in considerazione sul versante delle pensioni. In prima battuta, dal primo gennaio sono entrati in vigore i nuovi requisiti per congedarsi dal lavoro. Niente di nuovo verrebbe da dire poiché si tratta delle disposizioni inserite nella riforma Fornero approvate nella scorsa legislatura da parte del governo Monti. Le nuove regole prevedono 66 anni e 3 mesi per lavoratori dipendenti e autonomi e per lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi per lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi per lavoratrici autonome.

Per quanto riguarda la pensione anticipata, per le persone in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, sono richiesti 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. In seconda battuta, il 2014 è l'anno dell'implementazione delle norme inserite nella legge di stabilità. In particolare, sono aumentate le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi: dal 20 al 22% per il 2014, al 23,5% per il 2015; al 24% per il 2016. Poi è stata prevista la rivalutazione degli assegni al costo della vita. L'indicizzazione, tuttavia, sarà totale per i soli assegni fino a tre volte il minimo.

Per tutti gli altri maggiore è l'importo e minore sarà l'adeguamento all'inflazione: al 95% quelli pari a 4 volte il minimo, al 50% per le pensioni superiori a 5 volte il minimo e pari o inferiori a 6 volte il minimo, al 40% e per il 2014 per i trattamenti 6 volte sopra il minimo e al 45% per gli anni 2015-2016. Previsto, poi, un limite al cumulo tra redditi da pensione e redditi da lavoro che non potrà superare il tetto dei 303.000 euro l'anno anche per chi percepisce vitalizi conseguenti a funzioni pubbliche elettive ovvero gli organi costituzionali con autogoverno finanziario, le camere del parlamento e le Regioni.

E ancora, previsto un prelievo di solidarietà per le pensioni più elevate che servirà finanziare la sperimentazione del reddito minimo garantito per i disoccupati sulla soglia di povertà. Il contributo sarà nella misura seguente: 6% per la parte eccedente i 90.168,26 euro annui; il 12% oltre i 128.811,80 euro; il 18% per la parte eccedente i 193.217,70 euro annui. Tuttavia il cantiere delle pensioni è ancora aperto, come dimostrato dalle 7 mozioni presentate in parlamento la scorsa settimane e dall'elaborazione del Job act da parte del segretario del PD Matteo Renzi.

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