Partito Democratico e Internet in Italia: presentata agenda digitale

Il maggior partito dell’opposizione si accorge del ritardo infrastrutturale e normativo della Rete in Italia ed elabora un programma di rilancio. Solo pochi giorni fa era nata l’apartitica Agenda Digitale.

Il PD ha presentato le sue proposte per un'agenda digitale italiana
 

Anche il Partito Democratico decide di cavalcare il problema dell’arretratezza tecnologica in Italia e lancia la sua proposta di agenda digitale. Il portavoce è Paolo Gentiloni, già ministro delle Comunicazioni nell’ultimo governo del centrosinistra guidato da Romano Prodi.

Sono quattro i punti chiave elaborati dal principale partito dell’opposizione e una certezza: “Libertà e neutralità della Rete vanno difese dalla diffusione di circuiti chiusi che sono l’altra faccia della medaglia del successo dei motori di ricerca, dei nuovi device e delle loro applicazioni proprietarie”.

Il primo tassello su cui il PD costruisce la sua proposta è la garanzia del diritto all’accesso al digitale a tutti i cittadini. Il secondo punto ruota attorno al concetto dell’investimento sulle Reti per assicurare a tutti i cittadini un’offerta digitale adeguata e competitiva con gli altri paesi europei. Quindi il Partito Democratico si dice convinto di dover sviluppare i contenuti digitali e contribuire a ridurre il divario della nostra domanda rispetto agli altri paesi europei.

Infine, il quarto punto chiave è l’aggiornamento del quadro normativo per salvaguardare la neutralità della Rete, semplificare il sistema e accrescere la competitività delle imprese. Solo pochi giorni fa, numerose personalità nel campo economico, professionale e politico si erano riunite sotto la sigla Agenda Digitale per lanciare un appello per il rilancio di un programma di sviluppo informatico.

Autore: Fabio Lepre

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