Pagare il Canone RAI: è obbligatorio per PC o videocitofoni? La TV di Stato non sa rispondere.
L’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori ha interpellato gli organi competenti della RAI per avere una risposta univoca in merito a chi fossero effettivamente i cittadini obbligati a pagare il canone.
Il canone da versare annualmente alla RAI TV è obbligatorio per tutti i nuclei familiari che tengono in casa almeno un televisore di qualsiasi tipo.
Fin qui, nulla di nuovo. Ma la RAI non è paga delle quote degli abbonamenti e tenta di incalzare anche coloro i quali, stanchi della banalità e dell’insipienza dei contenuti televisivi trasmessi, hanno deciso di disfarsi del televisore e fanno uso solamente del computer per informarsi o intrattenersi.
Per capirci di più ADUC, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, ha interpellato direttamente gli organi competenti della RAI per avere una risposta univoca in merito a chi fossero effettivamente i cittadini obbligati a pagare il canone. Stando a quanto dichiarato da alcuni esponenti della RAI tra quelli che potrebbero essere tenuti alla tassa televisiva potrebbero figurare anche coloro i quali hanno in caso soltanto un videocitofono!
Altrettanto poco chiaro, peraltro, è il problema del rapporto tra le aziende e il canone. Tutte le aziende sono tenute a pagarlo? O altrimenti quali sì e quali no e a quali condizioni?
In risposta all’insistenza dell’ADUC la RAI si è limitata a inoltrare l’istanza di chiarimento all’Agenzia delle Entrate, riservandosi di fornire ulteriori precisazioni in merito appena possibile.
Frattanto una prima risposta è arrivata dalla Cassazione, che ha attribuito il compito di valutare la validità delle ragioni opposte dal cittadino a cui è stato contestato di non avere pagato il canone alla Commissione Tributaria della provincia in cui è residente il cittadino stesso. Il cittadino adesso è un po’ più garantito dagli artigli di una RAI un po’ troppo vorace...
Autore: Pierluigi Emmulo
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