P2P utilizzo in calo, mentre cresce lo streaming video. Statistiche e possibili motivi.
Ars Technica ha redatto un'analisi sul traffico generato dal peer-to-peer e dal video streaming, basata sui dati in possesso di Plus.net, un provider britannico di proprietà di BT.
Ars Technica, uno dei siti Internet più noti dedicato al mondo della tecnologia, ha redatto un’analisi sul traffico generato dal peer-to-peer e dal video streaming, basata sui dati in possesso di Plus.net, un provider britannico di proprietà di BT.
Secondo tale indagine sembra che nel corso dell’ultimo anno il traffico in streaming sia salito rispetto a quello in P2P. Se, forse, è prematuro collegare i due fenomeni come se fossero rispettivamente di causa ed effetto, è certo innegabile che siamo di fronte a una situazione che si sta evolvendo e che potrebbe finire per costituire un trend costante.
Nello specifico, l’analisi mostra come nel Regno Unito il file sharing abbia subito una flessione da 13,4 TB al giorno registrati nel 2007 ai 12,2 TB al giorno nel 2008. In altri termini, il traffico in streaming ha registrato una crescita media del 168,9 percento e oggi occupa il 9,64 percento dell’intero traffico prodotto nel Regno Unito. Diversamente, il P2P ha visto un calo di traffico generato pari all’8,75 percento.
Secondo la maggior parte degli analisti, questo sorta di nuovo corso di Internet è dovuto soprattutto alla nascita di nuovi servizi che hanno catturato l’attenzione degli utenti. Ci riferiamo, per esempio, a Hulu o ad iPlayer, che consentono al navigatore una fruizione legale dei contenuti accompagnata da un’estrema comodità e da una notevole velocità.
Le caratteristiche di queste servizi, quindi, potrebbero aver spinto gli utenti ad abbandonare o a limitare fortemente l’utilizzo del peer-to-peer a favore di pratiche di consumo di contenuti digitali legali, ma altrettanto stimolanti.
E qui potrebbe anche risiedere il legame tra il calo del traffico in P2P e l’aumento del traffico generato dallo streaming.
Autore: Pierluigi Emmulo
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