P2P in netto calo nel mondo al 19% secondo indagine ufficiale Agcom. E ci vuole una legge?

Il punto di Agcom sul diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. Tra pratiche illecite, strumenti repressivi e neutralità della Rete. Intanto il peer-to-peer è in netto calo.

Redazione 

Lo scorso ottobre, negli USA, è stato presentato uno studio sul traffico Internet globale che ha evidenziato un declino generale del P2P, sceso dal 40% al 19% dell’intero traffico occupato negli anni 2007-2009. L’ultimo rapporto OECD (Information Technology Outlook 2008) ha sottolineato come i segmenti video e audio abbiano conosciuto entrambi una crescita dei ricavi complessivi (on line e off line) nel corso del 2007.

Agcom ha pubblicato un’indagine conoscitiva intitolata “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”, un documento di 65 pagine, che esamina, fra l’altro, gli aspetti tecnici delle violazioni del diritto d’autore, l’impatto economico della pirateria, il confronto tra le normative a tutela del copyright e le possibili azioni a tutela del diritto d’autore. Gli strumenti più utilizzati per violare contenuti audio e video protetti da copyright, ricorda (per fortuna) Agcom, sono di per sé strumenti neutri, nel senso che possono essere utilizzati per veicolare contenuti leciti e illeciti.

Le misure adottate dagli operatori TLC per la gestione delle reti possono configurarsi come discriminatorie, oltre al fatto che risultano spesso inefficaci e facilmente raggirabili. Fra esse, il port blocking, il traffic shaping, il content filtering e la Deep Packet Inspection. Quanti, in Italia, sono innamorati della Dottrina Sarkozy o delle iniziative adottate in Gran Bretagna, dovrebbero sapere che tali strategie non hanno mostrato particolare efficacia.

Dal quadro comunitario e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, inoltre, emergono linee ispiratrici piuttosto chiare in merito agli eventuali interventi regolamentari tesi a introdurre obblighi di monitoraggio e sorveglianza agli ISP. Gli utenti possono subire limitazioni soltanto se proporzionate a quanto strettamente necessario ad assicurare un’effettiva tutela del diritto d’autore, che non può essere disgiunta dalla tutela della privacy.

Autore: Pierluigi Emmulo

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