P2P: 100 milioni di utenti bloccati dai provider. Ma i danni sono minimi e non è sempre pirateria

P2P: 100 milioni di utenti bloccati dai provider

Continua la battaglia per la neutralità della Rete, a cominciare dalla lotta contro le limitazioni al traffico P2P. La pirateria, intanto, continua a calare.

Lorenzo Pascucci 

Nuovi dati arrivano a confermare che la sola repressione nei confronti di chi condivide file protetti da diritto d'autore tramite P2P o altri strumenti non è utile né efficace: se è vero che più di 100 milioni di utenti in tutta Europa subiscono restrizioni nell'uso del file sharing (sia con connessione da rete fissa che mobile), l'effettiva incidenza della pirateria sul fatturato dell'industria mondiale dell'audiovisivo è circa del 15%, in costante diminuzione.

A questo punto sono in tanti a chiedersi se le limitazioni imposte dagli operatori sul traffico P2P siano necessarie e accettabili: c'è poco da fare, si tratta comunque di una limitazione arbitraria dei diritti di chi si connette alla Rete. Guido Scorza, sulle pagine di Wired, fa un esempio paradossale ma azzeccato. “Il P2P è un canale di comunicazione come centinaia di altri attraverso il quale circolano idee, contenuti e creatività: quale giustificazione esiste per tanto massicce restrizioni al suo utilizzo? Ve lo immaginate se domani ci dicessero  - per contratto - che non si possono scambiare più di un tot di messaggi di posta elettronica al giorno perché, altrimenti, si rischia di occupare troppe risorse di connettività? Non la vivremmo, forse, come una inaccettabile limitazione alla nostra libertà di comunicazione?”

Perché lo stesso sentimento non nasce se a essere messo in discussione è il traffico P2P? La scusa della pirateria regge sempre meno. Non solo: è dimostrato che se l'unico strumento è la repressione, gli utenti troveranno sempre nuovi modi per scampare ai controlli delle autorità e continuare a condividere anche file protetti da diritto d'autore. Ma finché l'industria culturale non capirà che continuare a mettere lucchetti digitali e a limitare l'utilizzo dei contenuti regolarmente acquistati è un'inutile vessazione nei confronti dei consumatori, difficilmente si potranno fare passi avanti. L'unica risposta possibile per ridurre la pirateria a cifre trascurabili è offrire contenuti digitali in diversi formati, senza DRM e a prezzi bassi. Altrimenti l'alternativa alla pirateria rimarrà sempre disponibile.

E, in tutto questo, la battaglia per la difesa della neutralità della Rete è strategica e fondamentale.

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