Occhiali Google Glass: il video dei paracadutisti è stato truccato secondo Gizmodo

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I paracadutisti impegnati nella dimostrazione dei Google Glass indossavano in realtà occhiali fake con webcam miniaturizzate collegate in wireless ad antenne Cisco piazzate sul tetto del Moscone Center.

Andrea Galassi 

I router wireless e le antenne Cisco funzionano a meraviglia. Lo sostiene Gizmodo USA, che ha individuato il trucco impiegato da Google in seno alla dimostrazione degli occhiali Google Glass andata in scena alla Google I/O 2012. I paracadutisti presenti nel filmato proiettato sullo schermo centrale del Moscone Center non indossavano prototipi di Google Glass. Piuttosto, gli skydiver avevano inforcato occhiali fake cui erano state collegate delle webcam miniaturizzate e connesse alle antenne Wi-Fi piazzate sul tetto del Moscone Center. Antenne Cisco, appunto, puntate verso i paracadutisti per captare i segnali video catturati dalle webcam e per trasmetterli sullo schermo posizionato di fronte alla platea della Google I/O 2012.

Gizmodo non risparmia l’ironia: «Now, if you are telling me that you are excited about this, good for you! But the fact is that this whole stunt is just a demo of wireless tecnology, a nerdy thing that has been done a hundred thousand times already». Google, sostiene Gizmodo, non ha fornito alcuna dimostrazione delle potenzialità dei Google Glass. Quanto andato in scena alla Google I/O 2012, prosegue il sito web statunitense, ha mostrato piuttosto le capacità wireless dei router e delle antenne Cisco. Nulla di nuovo, quindi. E la stoccata finale: «Imagine that: video transmitted wireless through antennas. It’s the future!». Un video trasmesso in wireless attraverso antenne. Questo è il futuro, ironizza Gizmodo.

Un fake, quello di Google, è dunque l’accusa di Gizmodo. Non è la prima volta che le dimostrazioni fornite in occasioni di eventi dedicati alle nuove tecnologie sono prese di mire da osservatori di settore.

A gennaio, nel corso del CES 2012, Intel aveva officiato una demo riguardante l’architettura Ivy Bridge alla base dei nuovi processori Intel Core impiegati a bordo degli Ultrabook. Proprio un Ultrabook era stato portato sul palco da Mooly Eden, vicepresidente di Intel: un sistema usato per una sessione di gioco con F1 2011. I movimenti eseguiti da Eden per mezzo del controller a forma di volante non corrispondevano però a quanto mostrato a schermo. Il video, infatti, era stato preregistrato, come dimostrato dallo staff di Semiaccurate. Intel si era difesa, sostenendo di aver usato un video per velocizzare l’evento di presentazione.
 

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