Nuovi iMac 2010 e Magic Trackpad: prova e impressioni
I nuovi iMac mantegono le promesse e offrono prestazioni superiori alla precedente generazione. Il Magic Trackpad è solido e pratico, ma Ars Technica e CNET sono tiepidi.
Se è il lancio di iPhone 4 in Italia a catalizzare l’attenzione della stampa, degli analisti, degli operatori di mercato e, naturalmente, dei consumatori, non si possono tralasciare le significative innovazioni apportate da Apple ai nuovi iMac e l’arrivo del Magic Trackpad, dispositivi per i quali l’azienda di Cupertino ha organizzato a Parigi un evento che – a detta dei presenti, fra cui Macitynet – ha confermato la bontà delle promesse dei nuovi prodotti.
È vero, infatti, che i nuovi iMac sono più potenti, offrono una grafica più veloce, consentono di fare più cose e più in fretta, e mettono l’utente di fronte a uno schermo di livello tecnologico estremamente elevato. L’ultimo upgrade degli iMac, riferisce Daniele Piccinelli, rappresenta un’evoluzione consistente in termini di hardware e prestazioni, grazie – tra le varie innovazioni – ai nuovi processori Intel Core basati su architettura Nehalem, alla scheda grafica dedicata ATI Radeon HD (4970, 5670, 5750), alla nuova struttura della scheda madre.
Per quanto riguarda il Magic Trackpad, si tratta di un device solido e pratico da utilizzare. Si tratta, come anticipato, del primo trackpad multi-touch per i Mac desktop. Con il rilascio dei driver per Windows su Bootcamp, il Magic Trackpad può essere utilizzato anche con sistemi PC, ma agli utenti di Windows è preclusa la possibilità di sfruttare le gesture multi-touch e le funzionalità più avanzate.
Il team di iFixit ha smontato – come da loro tradizione – il Magic Trackpad, confermando la solidità e la resistenza della superficie composta in alluminio e vetro satinato. Scott Stein di CNET ne sottolinea il design compatto e pulito e l’eccellente risposta alle gesture multi-touch, ma evidenzia le limitate possibilità di personalizzazione del software. Stein concorda, inoltre, con Jacqui Cheng di Ars Technica: acquistare il Magic Trackpad ha senso solo se non si riesce a vivere senza utilizzare le gesture multi-touch su un Mac desktop e non vale la pena spendere 69 euro per sostituire o affiancare il mouse. Questioni di punti di vista, ovviamente.
Autore: Andrea Galassi
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