Novità Microsoft: le strategie a 360 gradi spiegate da Ballmer. Da Yahoo a Apple passando per Kumo.
Steve Ballmer ha raccontato in un'intervista le strategie di Microsoft di Redmond nei mesi a venire.
Steve Ballmer a tutto campo. A New York, il CEO di Microsoft ha risposto alle domande di Stephen Adler di BusinessWeek, prefigurando le strategie dell’azienda di Redmond nei mesi a venire, senza dimenticare di provocare i rivali, come è tipico del suo stile.
Uno dei temi dominanti del futuro assetto di BigM riguarda la sua presenza sul web, in particolare nel settore del search e dell’advertising on line. Ballmer è tornato a parlare dell’interesse di Microsoft per Yahoo!, che ha tenuto banco durante tutto il 2008. Di nuovo rispetto ai mesi passati c’è che ora l’azienda di Sunnyvale è guidata da Carol Bartz, con la quale forse sarà possibile riaprire le trattative arenatesi al tempo di Jerry Yang. Ma se l’accordo dovesse sfumare di nuovo, Microsoft proseguirà nell’innovazione e nella ricerca di un maggiore bacino d’utenza.
Più utenti significano più feedback e più possibilità di migliorare il prodotto. Un prodotto più efficace significa maggiore attrazione per gli investitori pubblicitari. Questo, in sintesi, il ragionamento di Ballmer, che è convinto che il search, negli ultimi 10 anni, sia cambiato poco, sia nel look della pagine che nell’integrazione di strumenti per il web semantico. C’è molto da fare, dunque, anche senza Yahoo!, a cominciare da Kumo, il progetto di motore di ricerca che dovrebbe sostituire Live Search.
Ma ci sono anche tutti gli altri settori di sviluppo di BigM, compreso Zune, il player MP3, che, nonostante non abbia colto il successo, continuerà a essere prodotto. Ci sono gli smartphone equipaggiati con Windows Mobile, di cui si attende la release 6.5. C’è Internet Explorer 8, che nei test sembra mostrare piena adesione alle richieste degli utenti, mentre Windows 7 procede il suo sviluppo verso la versione definitiva.
E, infine, c’è Apple, che Ballmer si premura di prendere un po’ in giro, riducendo l’azienda di Steve Jobs a un logo: «Pagare 500 dollari per un computer a cui aggiungerne altri 500 per avere un logo stampato sopra? Penso che oggi sia una proposta più impegnativa per la persona media di quanto lo è stata finora». Per il CEO di BigM, dunque, il prezzo è il vero limite dei Mac.
Autore: Pierluigi Emmulo
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