Neve Roma, Toscana e Emilia Romagna: treni in tilt, uffici e scuole chiuse. Ma siamo nel 2012?
Una settimane di neve e gelo è bastata per mettere in ginocchio un Paese. Circolazione bloccata, partite di calcio rinviate e scuole chiuse: è stato tutto così ingestibile?
A leggere le condizioni del meteo, sembra di trovarsi di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra. Roma è sommersa dalla neve, Toscana, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria e Liguria sono in ginocchio, Abruzzo e Molise sono nel mirino di freddo e gelo mentre Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia sono in attesa di temporali e bruschi cali di temperatura. Quali sono state le conseguenze? Tranne in alcuni e quasi sorprendenti casi, la risposta è stata disastrosa. L’impressione è che neve e termometro sotto zero vengano considerati eventi straordinari in grado di paralizzare le attività di un intero Paese. Gli esempi non mancano.
A Roma, dopo aver annunciato la sola sospensione delle attività didattiche, hanno chiuso le scuole fino a lunedì. Musei e siti archeologici sono stati bloccati. La partita del campionato di calcio di Serie A Roma-Inter è slittata di un giorno, così come Milan-Napoli e Cesena-Catania. E restano ancora da recuperare quelle mai iniziate del precedente turno. E ancora, è saltata la riunione della Coem, la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’Expo 2015 mentre la Coldiretti denuncia l’impossibilità di consegnare 50.000 tonnellate di verdure, ora ferme a marcire nelle strade, nei magazzini e nelle aziende.
Ma i disagi maggiori si sono abbattuti sulla circolazione. Decine di voli sono stati cancellati, le autostrade sono rimaste deserte e i treni sono andati in tilt. Non c’è solo il caso dell’Intercity Bologna-Taranto bloccato per 7 ore a Forlì. Difficoltà e cancellazioni sono state riscontrate un po’ ovunque: al Nord nei nodi di Torino, Milano, Venezia e Verona; tra Forlì e Cesena; nel nodo di Bologna; sulla Orte-Falconara; e nella zona del Levante, in particolare a La Spezia; al Centro, nelle zone di Perugia, Viterbo e Terni, Firenze e Pisa; e naturalmente attorno a Roma.
La spiegazione non sembra dare giustizia a un paese che cerca di affacciarsi alla modernità e nuove tecnologie e ha deciso di scommettere il suo futuro sull’Agenda Digitale: “Le temperature molto rigide e la presenza di formazioni di ghiaccio lungo la linea hanno danneggiato alcuni convogli che hanno riportato danni ai pantografi, alle condotte pneumatiche e ai dispositivi elettrici. Saranno possibili, per questo, riduzioni della velocità”.
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