Neutrini non sono più veloci della luce. Ma non è un errore secondo il CERN

Neutrini: non sono più veloci della luce, ma secondo il CERN non è un errore

Dopo il risultato dei neutrini più veloce della luce, i responsabili dell'esperimento stanno procedendo a tutte le verifiche necessarie.

Roberto Laghi 

Sembra proprio che i neutrini causino qualche confusione. La prima, ben diversa, era quella presente nel comunicato stampa in cui si parlava di un tunnel tra il CERN e il Gran Sasso, che aveva portato la Gelmini (e il suo ministero) al centro di una grande polemica con strascichi di battute e prese in giro per giorni sui social network.

Il risultato dell'esperimento basato sull'invio di un fascio di neutrini dal Cern di Ginevra fino ai laboratori del Gran Sasso ha dato dei risultati sorprendenti, facendo registrare una velocità superiore a quella della luce (300.000 chilometri orari).

Ma qualcosa potrebbe avere interferito. All'origine del risultato, considerato se non anomalo quanto meno inaspettato, ci potrebbe essere stato un cavo in fibra ottica. La notizia è rivelata da Science ma non ci sono ancora conferme ufficiali. I neutrini erano arrivati sessanta millesimi di secondo prima del previsto e osservatori e fisici di tutto il mondo erano rimasti sbalorditi, perché questo risultato, se confermato, avrebbero potuto rivoluzionare le leggi della fisica: la velocità della luce, per le nostre conoscenze attuali, è la massima velocità possibile.

All'apparire di un risultato così inaspettato sono iniziate le verifiche, per capire che cosa possa aver consentito l'anticipo di sessanta millisecondi. La causa potrebbe essere stato un cattivo collegamento tra cavo in fibra ottica e computer. Secondo il fisico responsabile dell'esperimento Opera, Antonio Ereditato, non si sarebbe trattato di un errore.

Ereditato sostiene infatti che si debba essere cauti e procedere a tutte le verifiche necessarie: “Come abbiamo avuto i nostri dubbi all'inizio, li abbiamo ancora. Abbiamo lavorato intensamente per cerca la causa di questa anomalia”, ha riferito all'Ansa Ereditato. “Abbiamo fatto, rifatto e ancora rifatto tutti i test possibili e ogni volta si imparava qualcosa di più. Abbiamo cercato a tappeto, esaminando tutti gli aspetti possibili, e alla fine abbiamo trovato due effetti”.

Il primo avrebbe a che vedere con la calibrazione dell'orologio atomico utilizzato, il secondo sarebbe invece legato alla trasmissione del segnale dalla fibra ottica alle parti elettroniche responsabili dell'acquisizione dei dati.

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