Musica online: il mercato è in forte crescita, nonostante il P2P

Nei primi sei mesi del 2010, il mercato della musica digitale è cresciuto del 34%. Incremento del 38% anche per streaming audio e video.

Redazione 

Il mercato della musica digitale nei primi sei mesi del 2010 ha fatto registrare un incremento del 34% – cresciuti del 37% i singoli e del 24% gli album on line – così come lo streaming, sia video che audio, con una crescita del 38%. A renderlo noto è il report Digital Download FIMI-Nielsen Soundscan International.

Nel complesso, riferisce la Federazione Industria Musicale Italiana, la musica on line, con oltre 11 milioni di euro di ricavi nel primo semestre del 2010 e un incremento del 15% rispetto all’anno precedente, rappresenta circa il 18% del mercato fisico rispetto al 14% di sei mesi fa. FIMI mette in risalto anche il successo italiano per i brani scaricati su Internet. Sono ben cinque, infatti, gli artisti presenti nella top ten delle canzoni più scaricate nei primi sei mesi dell’anno: Jovanotti con Baciami ancora ottiene il primato, seguito da Shakira con Waka Waka, Ke$ha con Tik Tok e l’italiana Noemi con Per tutta la vita. Valerio Scanu, Marco Mengoni e Malika Ayane sono gli altri giovani italiani presenti nelle prime dieci posizioni.

Nonostante la pirateria digitale e la condivisione e il download illegali di contenuti tutelati dal diritto d’autore – fenomeni contrastati da anni dall’industria discografica e cinematografica, che vede nel ricorso al P2P e al file sharing una sorta di demone infernale – il mercato legale della musica on line è in crescita.

Più volte si è espressa perplessità in merito agli strumenti adottati dalle major – e dai governi – per arginare la pirateria digitale e non si è mai mancato di rendere conto degli studi che, invece, hanno evidenziato anche gli effetti benefici del ricorso ai canali e ai circuiti P2P. Certo, il diritto d’autore e gli sforzi di produzione dell’industria di settore vanno tutelati, ma vanno anche abbattuti – come sostenuto da più parti – quei paletti e quei regimi di monopolio che, nell’era di Internet, non hanno più ragione di continuare a esistere. Si devono trovare nuove forme di distribuzione che siano compatibili con la libera circolazione delle informazioni e dei contenuti. E la crescita del mercato della musica on line segnalata da FIMI potrebbe indicare anche un maggior grado di maturità raggiunto dai netizen e un migliore approccio dell’industria nei confronti della Rete.

Autore: Andrea Galassi

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