Motorola attacca Apple: 7 brevetti sono copiati. Ma dietro ci sono gli obiettivi di Google e Samsung

motorola contro Apple

Motorola, acquisita da Google, contesta a Apple di avere rubato 7 brevetti. L'obiettivo è escludere Cupertino dal mercato USA. Ma anche di sostenere Samsung.

Lorenzo Tansini 

Apple è nell’occhio del ciclone, indubbiamente. Se da una parte il management della casa di Cupertino ha scelto di rivendicare la paternità su una molteplicità di brevetti e soluzioni tecnologiche il cui uso sarebbe di esclusivo appannaggio dell’azienda, dall’altra la mela morsicata è sempre più oggetto degli attacchi da parte di altre industrie tecnologiche che l’accusano di avere a sua volta rubato idee e brevetti. Come dire: chi di spada ferisce, di spada perisce.

Se finora l’attenzione del mondo si è concentrata sulla disputa senza esclusione di colpi tra Apple e Samsung, un nuovo fronte si è aperto in questi giorni a impensierire lo staff legale di Cupertino. Questa volta lo scontro è con Motorola, che attacca Apple imputandole di avere plagiato ben 7 suoi brevetti. Un attacco pesante, ben più duro di quello su cui si basa il confronto con Samsung, che peraltro è partner commerciale della casa di Cupertino, quindi è evidente a tutti gli analisti che qualsiasi scontro non punta a distruggere l’avversario, ma solo a contenere la sua presenza sul mercato.

Diverso potrebbe essere invece il fine di Motorola. Come è noto, l’azienda di Schaumburg è stata acquisita da Google, con l’intento di produrre in larga scala e con il proprio nome smartphone dotati di sistema operativo Android. Per Google, che in questo settore di mercato figura solo come fornitore di tecnologie software, l’obiettivo è ritagliarsi una nicchia come nuovo produttore di device evoluti. Gli smartphone Nexus, lanciati finora, hanno incontrato solo un tiepido apprezzamento da parte degli acquirenti - anche perché troppo simili agli iPhone -, e comunque sono basati su tecnologie Samsung, con l’effetto di mantenere Mountain View in uno stato di dipendenza e soggezione al colosso coreano, con il quale comunque Google è in rapporti inossidabili. Proprio Samsung infatti è il primo produttore di cellulari Android based e l’ultimo dei pensieri del management di Google-Motorola è quello di incrinare questo sodalizio.

Al contrario, per Google il nemico da battere è proprio Apple, che ha un sistema software e un ambiente di diffusione di app e contenuti assolutamente antagonista a quello di Big G. Non stupisce quindi che attraverso la diffida sui brevetti Google chieda il blocco delle vendite dei dispositivi mobile di Apple negli Stati Uniti, prendendo campo libero per proporsi come nuova alternativa a iPhone e iPad.

Ad ogni modo, è altamente improbabile che si arrivi a un verdetto finale che possa penalizzare in modo così marcato e drammatico Apple. Nessuno dei brevetti in questione è fondamentale, per cui è facile prevedere che i giudici non condanneranno mai Apple a ritirarsi dal mercato USA.

A ben vedere, dunque questo attacco va piuttosto inteso come un contrafforte innalzato a sostegno della guerra che Samsung ha in atto con Cupertino: un chiaro monito ad Apple, per fare chiaramente intendere che Mountain View è in campo a sostegno dell’alleato coreano e pronto a tutto pur di difendere Android e contenere lo strapotere di Apple nel segmento degli smartphone tecnologicamente più avanzati.

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