E-commerce in Italia usato dall'1% per cento. Manca ADSL e di conseguenza Internet non è considerato

Pubblicati i risultati della seconda edizione dello studio dell'Economist Intelligence Unit, condotto per conto di Business Software Alliance, che misura l'indice globale di competitività IT del 2008.

 

Sono poco confortanti i risultati della seconda edizione dello studio dell’Economist Intelligence Unit (la divisione di business information dell’Economist Group), condotto per conto di Business Software Alliance, che misura l’indice globale di competitività IT del 2008.

L'indice copre 66 paesi e si basa su sei indicatori: l'ambiente economico complessivo, lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche, la disponibilità di capitale umano qualificato, la normativa sul copyright, lo stato di ricerca e sviluppo e il supporto allo sviluppo del comparto IT.

Ebbene, l’Italia si piazza al 25esimo posto nell’indice globale. Per quanto riguarda l’ambiente economico complessivo, il Bel Paese è fermo alla 36esima posizione. Ogni 100 abitanti, in Italia, ci sono 37 computer, 18 connessioni a banda larga e 54 connessioni alla Rete, decisamente al di sotto degli standard europei.

In merito al capitale umano, l’Italia è 17esima: sono 700 mila i lavoratori del comparto IT, un numero basso, afferma il rapporto, se consideriamo la popolazione totale. Per ricerca e sviluppo il governo ha spesso 55 dollari ogni 100 persone: siamo al 24esimo posto nel mondo e settimi in Europa. Per quanto riguarda, invece, il quadro normativo di riferimento, il report sottolinea che in Italia abbiamo uno dei tassi di pirateria e contraffazione più elevati d’Europa.

E notizie negative provengono anche dal commercio elettronico. In base ai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, cui l’Economist Intelligence Unit si appoggia, solo l’1% del venduto totale è passato nel 2008 attraverso transazioni business-to-consumer on line. Il perché, crediamo, è presto detto. Al di là di una certa affezione degli italiani ai canali di vendita tradizionali, in Italia, come d’altronde lo stesso rapporto conferma, scontiamo un forte problema di diffusione di banda larga. È difficile, in un contesto simile, che le aziende possano investire sull’e-commerce e che gli utenti decidano di affidarsi al web per i loro acquisti.

In Italia sembra per ora quasi impossibile creare un’abitudine al commercio elettronico, perché mancano proprio i mezzi fisici per accedervi.

Autore: Pierluigi Emmulo

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