I migliori siti internet e più visitati divisi per categorie da numerosi esperti e personaggi

L'Espresso ha stilato una classifica dei 100 siti Internet che al momento appaiono come i più influenti, attendibili e autorevoli, con la partecipazione di alcuni dei più noti opinion maker italiani e stranieri.

Redazione 

L’Espresso ha stilato una classifica dei 100 siti Internet che al momento appaiono come i più influenti, attendibili e autorevoli, con la partecipazione di alcuni dei più noti opinion maker italiani e stranieri, che si trovano al top nei rispettivi ambiti professionali: economia, scienza, informatica, ambiente, comunicazione e media, entertainment.

Nella classifica stilata dall’Espresso, una sezione è dedicata ai siti web scelti con il cuore e un’altra invece alla top ten degli indispensabili, nella quale troviamo al primo posto Google, seguito da Wikipedia, Technorati, eBay, Digg, YouTube, Flickr, Yahoo! Finanza, TripAdvisor e Craiglist. C’è, poi, la classifica dei siti web considerati al momento più autorevoli e importanti, suddivisi per categorie: informazione, intrattenimento, utility, ambiente e scienza, lifestyle e hobby.

Gli opinion maker contattati sono personaggi di indubbio rilievo, ma è chiaro che una classifica di questo tipo non può basarsi su dati oggettivi. A conferma di questa nostra osservazione citiamo Henry Jenkins, direttore del Comparative Media Studies Program del MIT, contattato proprio dall’Espresso. Secondo Jenkins, non ha molto senso chiedersi se una qualsiasi fonte di informazione sia autorevole di per sé e appare più corretto domandarsi per chi quel sito Internet sia in effetti autorevole e importante. «È interessante osservare» nota Jenkins «che al di là di grandi nomi come New York Times o Financial Times, i siti Internet influenti e autorevoli non sono sempre noti». Jenkins, infatti, sottolinea che sulla Rete non si può certo misurare l’autorevolezza di un sito web in base al solo parametro delle visite ricevute, perché su Internet l’attendibilità, molto spesso, si conquista nelle nicchie.

Oltre a Jenkins, fra gli altri L’Espresso ha chiesto di esprimere la propria opinione a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, a Robert Cailliau, inventore con Tim Berners Lee del web, a Massimo Marchiori, il matematico italiano che ha inventato l’algoritmo di Google, a Tyler Brulé, direttore di Monocle e ad Adam Bly, direttore di Seed.

Inaspettate alcune risposte, come quella di Vandana Shiva, nota ambientalista indiana, che praticamente non usa Internet, o come quella di Richard Stallman, guru del software open source, che ha ammesso di navigare molto poco. Tra gli italiani, Gianluca Neri, giornalista, blogger e imprenditore, ha risposto che tra i primi 100 siti Internet lui mette Google Reader, l’aggregatore di news e feed di BigG, perché «mi dà la possibilità di ricevere, senza dover navigare, le informazioni più importanti per me». A conferma che l’osservazione di Jenkins coglie nel segno, Alessandra Perrazzelli, responsabile International Affairs di Intesa Sanpaolo segnala InnoCentive, dove un’azienda impegnata a innovare può trovare aiuto nelle opinioni e nelle risposte della community di ricercatori del sito.

Autore: Arianna Bernardini

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