Certificazioni Open Source: Microsoft ne fa richiesta ufficiale
L'azienda di Bill Gates ha presentato richiesta di certificazione open source all'organizzazione internazionale Osi: al centro dell'interesse i propri progetti Shared Source
Dopo l'impegno nell'Open Document Format e l'accordo con Novell, Microsoft si conferma in cerca di pacifica convivenza con il mondo open source. L'obiettivo, questa volta, è quello di ricevere una certificazione della Open Source Initiative (Osi) che valuti il lavoro della Shared Source Initiative, divisione di Redmond dedicata alla condivisione dei file sorgenti. Non solo convivenza, quindi, ma anche attiva collaborazione.
L'iniziativa Shared Source di Microsoft nasce con l'obiettivo di condividere il codice di progetti software – finora circa 650 – e di collaborare con gli sviluppatori esterni, i partner e i governi. Nonostante si possa considerare come un passo significativo in direzione dell'open source, l'iniziativa non rientra ancora nei canoni dell'Os; ma, se la richiesta alla Osi dovesse essere approvata, ogni progetto nato nei laboratori della Shared Source Initiative sarà protetto da una licenza open source a tutti gli effetti, rendendo ufficiale l'opera di Microsoft e obbligando l'azienda a sottostare ai vincoli standard.
L'invio di una richiesta alla Osi è stato annunciato alcuni giorni fa prima nella conferenza a Oscon, e poi sul blog ufficiale Port 25: lo stesso Jon Rosenberg, direttore di Microsoft Source Programs, ha illustrato i dettagli della proposta e ha evidenziato l'importanza di un simile gesto nei confronti della comunità open source, assicurandone la genuinità. Nel momento in cui l'Osi dovesse ufficializzare il software open prodotto da Microsoft, la certificazione garantirebbe a tutta la comunità il rispetto di determinate linee guida in favore del software aperto. Per questo motivo, le prime reazioni sono state già particolarmente positive.
L'organizzazione internazionale per l'open source non ha ancora commentato ufficialmente la richiesta di Microsoft, mentre Tim O'Reilly ha ammesso che si tratta di una mossa «imponente e a lungo attesa, che causerà terremoti nel settore sia per l'azienda che per la comunità open source». Il confine tra gli esponenti del software commerciale chiuso e quello aperto sembra assottigliarsi progressivamente.
Diversi punti di vista attribuiscono le responsabilità di questa permanente separazione all'una o all'altra parte: secondo alcuni (come Tim O'Really) è stata la comunità open source a tenere Microsoft al di fuori del proprio mondo, mentre secondo altri, come Matt Asay, la svolta di Redmond dichiara un cambiamento nell'approccio aziendale che cerca, finalmente, un incontro con la comunità. Indipendentemente dalla prospettiva, il risultato non cambia: i due mondi, finora antagonisti, iniziano a trovare obiettivi comuni di cooperazione.- Articolo precedente Collegamento UMTS 24 ore su 24 con una tariffa a tempo e non a dati: Alice ADSL mobile flat a 3.6 Mb
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