Megavideo,VideoWeed e Btjunkie chiusi: streaming e download film sono illegali. Non esistono diritti
Scaricare contenuti gratuitamente non è legale, certo. Ma per sconfiggere la pirateria servono nuovi modelli di business per offrire contenuti.
Le lamentele in Rete per la chiusura di siti come Megavideo e Megaupload, VideoWeed e BTJunkie sono state moltissime e alla base c'era una considerazione molto semplice: erano servizi che utenti in tutto il mondo si erano abituati a usare e a dare per scontati, al di là di ogni considerazione sulla legalità della cosa, e la mancanza si fa sentire. Ma c'è anche chi ci ricorda che tutto questo è illegale, c'è poco da fare.
“Da qualche anno a questa parte (da diversi anni, a dire la verità) io e altri milioni di persone nel mondo rubiamo roba in rete. Si tratta di furto perché chi ha prodotto quella roba ha pagato degli stipendi, dei fornitori, ha anche solo messo in opera la propria creatività e le proprie capacità per realizzare quello che noi otteniamo senza spendere una lira. Certo, spendo per la connessione, per il computer, per gli hard disk, per gli attrezzini che attacco al televisore per vedere meglio quello che scarico. Ma per i film, per le serie, per i dischi, a volte anche per i programmi non pago nulla. Costano, ma io me ne frego: ho trovato un modo per non pagarli, e lo sfrutto”.
Questo è quanto scrive Matteo Bordone su Wired. E continua: “Ora, è evidente che la differenza tra il possesso di una sedia e il possesso di dati digitali è notevole, chiara a tutti e nello stesso tempo di difficile definizione. Questo non toglie che qualsiasi cosa sia sul mercato ha un costo, e chi non corrisponde a chi vende quella cifra, o è sposato con la venditrice, oppure è un ladro”.
Qualcuno contesterà anche questo ragionamento, ma intanto anche Panorama, intervistando sette ragazzi, sostiene che le nuove generazioni cresciute con la Rete più che nativi digitali siano pirati nati, abituati a scaricare illegalmente un po' di tutto. Probabilmente questo nasce dalla facilità con cui si ha accesso ai materiali protetti da diritto d'autore: è lì, è gratis, allora perché no?
La lotta in difesa del diritto d'autore ha assunto spesso i toni di una battaglia epica tra pirati e industria. Ma bisogna ricordare che siamo anche in una fase di transizione, in cui i modelli di business stanno cambiando sotto la spinta delle nuove tecnologie: dove i contenuti sono offerti agli utenti legalmente a prezzi contenuti, la pirateria ha subito un crollo verticale. Anche l'azione repressiva non è sempre ben indirizzata: i dati legalmente presenti su Megaupload, per fare un esempio, devono essere salvati.
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