Megaupload, Megavideo, MegaPorn chiusi: i motivi
È la fine dei film e della musica in streaming illegali e dello scaricare videogiochi e programmi copiati? La chiusura di ben 18 siti tra cui Megaupload e Megavideo dà sicuramente un duro colpo alla pirateria online.
Megaupload, Megavideo, MegaPorn, MegaLive, MegaPix e almeno altri 15 siti simili sono stati chiusi ieri sera, ora italiana, dopo una operazione dell'FBI a cui hanno collaborato numerose polizie di diverse nazioni.
Megaupload, celebre sito per scaricare file tra cui anche film, musica, videogiochi e software copiati, rappresenta da solo ben il 4% del traffico online mondiale, con ben 50 milioni di vistatori al giorno e 150 milioni di utenti iscritti.
L'accusa a Megaupload, a Megavideo e agli altri è quella di aver creato una piattaforma che appoggiasse la pirateria, rendendo più semplice il P2P tra gli utenti anche di materiale illegale.
I siti, infatti, non stati chiusi per film, musica o qualsiasi altro file illegale trovato sui server caricato da singoli utenti, ma per avergli dato spazio e aver sfruttato questa immensa quantità di dati per creare un modello di business basato sulla pubblicità e sulla creazione di account premium che permetteva di godere di maggiori velocità di download e upload.
Infine, nella nota delle autorità, si spiega come Megaupload e Megavideo non fossero mai o quasi mai intervenuti per cancellare dai propri server materiale illegale protetto dal diritto d'autore o bloccare account che ne avessero caricato nonostante le numerose segnalazioni delle major o delle autorità preposte.
Per tutti questi motivi, Kim Dotcom, fondatore di MegaUpload, ed il più stretto collaboratore Kim Tim Jim Vestor sono stati arrestati e rischiano fino a 20 anni di carcere.
Altre persone sono state arrestate o sono ricercate tra cui Julius Bencko, Finn Batato, Sven Echternach, Bram van der Kolk, Mathias Ortmann e Andrus Nomm. Sequestrati anche i server, 18 nomi di dominio e valori per 50 milioni di dollari.
La reazione mondiale, nonché in Italia dove questi siti sono molto usati, non si è fatta attendere e su Twitter e Facebook si possono contare già migliaia di messaggi di utenti di tutto il mondo.
Anche il gruppo hacker Anonymous non si è fatto attendere e ha lanciato l'operazione #OpMegaUpload contro i sequestri avvenuti colpendo diversi siti facendoli diventare irraggiungibili per ore (alcuni di questi lo sono ancora attualmente mentre scriviamo) tra cui quello della Casa Bianca e del FBI oltre che di singole major cinematografiche e discografiche.
La lista dei siti principali che hanno subito l'attacco è la seguente:
The White House (Whitehouse.gov)
Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)
Department of Justice (Justice.gov)
HADOPI law site (HADOPI.fr)
Motion Picture Association of America (MPAA.org)
Universal Music (UniversalMusic.com)
Belgian Anti-Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
Recording Industry Association of America (RIAA.org)
U.S. Copyright Office (Copyright.gov)
Universal Music France (UniversalMusic.fr)
Senator Christopher Dodd (ChrisDodd.com)
Vivendi France (Vivendi.fr)
BMI (BMI.com)
Warner Music Group (WMG.com)
Da sottolineare che, molto probabilmente, i vertici dei siti sequestrati erano consapevoli dell'imminente operazione tanto è vero che sempre ieri sera avevano diramato un comunicato stampa nel quale affermavano che le accuse contro di loro erano ridicole, prive di ogni fondamento, basate sul fatto che le major volessero avvantaggiarsi della loro popolarità e che, comunque, erano pronti a collaborare con le richieste delle autorità giudiziarie.
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