Mediaset Premium Play su iPad in 3G: come fare con un trucco

premium play su ipad

Per utilizzare la connessione 3G con Premium Play è sufficiente eseguire il jailbreak e installare 3G Unrestrictor. Ma bisogna fare attenzione al consumo di banda.

Marcello Tansini 

Premium Play è un servizio di Mediaset che ora permette di portare i contenuti televisivi su diversi dispositivi, tra cui l'iPad: i contenuti video, tra cui film e serie TV (più di 2.000 in totale) sono disponibili per le visione on demand. Non mancano i canali per le dirette del campionato di calcio. Premium Play funziona esclusivamente via Wi-Fi e questo garantisce una maggiore stabilità della connessione per la visione dei programmi.

L'applicazione per iPad è gratuita ed è disponibile sull'App Store di Apple e richiede l’impiego della versione 5.0 (o successive) del sistema operativo iOS. C’è un’offerta riservata anche a chi non è ancora cliente e a coloro che non sono abilitati alla visione di Mediaset Premium: 15 giorni di prova gratuita di Premium Play.

La qualità video non è male, ma bisogna considerare che Premium Play dispone al momento di funzionalità limitate fungendo sostanzialmente da televisione di scorta. In futuro (un primo importante aggiornamento dovrebbe arrivare già entro l'estate) gli utenti potranno anche scaricare i contenuti direttamente sul dispositivo per la visione offline e potranno vedere i contenuti live anche utilizzando la connessione 3G.

Esiste però un modo per utilizzare già ora la connessione 3G: se sull'iPad è stato eseguito il jailbreak, è sufficiente installare 3G Unrestrictor ma, in questo caso, bisogna stare attenti al consumo di banda.

La redazione di DDay ha testato Premium Play su iPad, evidenziandone aspetti positivi e limiti, a cominciare dai passaggi di autenticazione, che riconoscendo i diritti relativi all'abbonamento sottoscritto dall'utente, permettono la visone solo di ciò per cui ha pagato. L'interfaccia che l'utente si trova davanti è simile a quella del decoder, con i contenuti organizzati secondo diversi criteri (contenuti degli ultimi sette giorni, canali extra e canali live). Poco apprezzata l'organizzazione del catalogo “graficamente poco d’appeal e con icone troppo piccole e testi spesso troncati”, secondo DDay.

La televisione in mobilità si sta così trasformando in realtà: non è certo il primo esperimento in Italia, ma la strada per la contaminazione tra Rete e TV è ancora piuttosto lunga, soprattutto per la diffusione su altri canali dei contenuti prodotti su Internet.

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