Manga e cartoni animati porno su PC: condannato cittadino milanese

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Il computer di un 47enne milanese era pieno zeppo di immagini e video pedopornografici. Niente di reale, solo disegni e cartoni animati, ma il tribunale lo ha condannato a due anni e due mesi di detenzione.

La pedopornografia è uno dei reati più intollerabili
 

Quasi settemila immagini e circa quaranta video che riproducevano atti sessuali fra adulti e bambini. Ma attenzione, nessuna foto o video amatoriale. Solo disegni al computer o cartoni animati. Ma questo è bastato per fare girare le manette attorno ai polsi di un cittadino milanese di 47 anni. Per due anni e due mesi - questa la sentenza di condanna del tribunale - rimarrà in stato di detenzione.

La legge che lo inchioda è la numero 38 del 2006 con cui lo Stato italiano punta a fare piazza pulita “in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”. La distinzione fra virtuale e reale viene a cadere. Diventa così proibito il possesso di immagini “realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali”.

Nel computer del 47enne milanese, i periti avevano trovato di tutto. Per l'esattezza, dalle analisi ordinate dal pubblico ministero Giancarla Serafini, era emerso come fossero stati scaricati (e poi cancellati) 1.635 file condivisi in siti di file sharing, 6.990 immagini e 36 video. Tutti virtuali, appunti, ma tutti proibiti.

Contestato anche il reato di pornografia virtuale. In particolare il “reato 600 quater” sancisce che le norme “si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori [...] o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo”.

Autore: Fabio Lepre
 

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